"Se mi lasci ti uccido" di Norma Stramucci, edizioni Abelbooks

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Quattro racconti diversi con protagonisti diversi ma con un unico denominatore:

la violenza verso i deboli, in questo caso donne.

Cristina è la protagonista del primo racconto, una donna sfortunata, cresciuta in una famiglia che non l’ha mai valorizzata, che un giorno in seguito a una scappatella con Franco, uomo violento e manipolatore si ritrova ragazza madre. Nei primi tempi tenta di autoconvincersi che il matrimonio sia la cosa più giusta, invece per lei sarà solo un inferno. Costretta ad abbandonare passioni, amicizie, lavoro, totalmente succube e dipendente di un uomo senza scrupoli, narcisista, violento, ad un certo punto Cristina si trova a dover reagire in qualche modo, soprattutto quando si accorge che il marito comincia a essere violento anche coi figli. Non è facile per la protagonista essere forte fino in fondo, soprattutto perché è costretta a scontrarsi con l’incomprensione della madre, persona da cui si sarebbe aspettata un minimo di comprensione, ma che in un primo momento sembra incapace di vedere, e si nasconde dietro a ipocrisie e falsi moralismi. Figure fondamentali sono le amiche, che sembrano infondere fiducia e ottimismo a Cristina, nonostante per qualche tempo fosse stata costretta a troncare ogni relazione con loro.

Il secondo racconto invece ha per protagonista Eva e il marito ricco e premuroso, un po’ avanti negli anni. In realtà in questo racconto non si può dire da che parte stia la ragione. Certi matrimoni avvengono solo per convenienza, come sembra in questo caso. Mentre l’uomo sembra perdutamente innamorato di Eva, ma sembra soffrire della consapevolezza che non sarà mai in grado di darle la piena felicità, Eva si dimostrerà da subito una donna distaccata, sicuramente non davvero innamorata del marito. Atra figura importante in questo racconto è il figlio disabile dell’uomo che sembra instaurare con Eva un rapporto speciale, in grado di ripagarla del desiderio mancato di avere figli. Nel racconto si respira aria di tensione anche nei momenti in cui sembra che tutto funzioni per il meglio. Le premure del marito sembrano viziate da una sorta di dipendenza affettiva che si rivelerà devastante ad un certo punto del racconto, quando tutti i castelli di carta dell’uomo cadranno miseramente.

Il terzo racconto, dallo stile vagamente e lietamente fantasy vede come protagonista un gruppo di lumache e di lucciole affamate. In questa storia si contrappone la grande differenza esistente tra una relazione fondata sulla dipendenza affettiva, fisica o psicologica, e quella invece basata sull’amore vero, puro e incondizionato, che si dona gratuitamente, accoglie, perdona.

Nell’ ultimo racconto infine troviamo una famiglia apparentemente felice, un marito medico, la moglie e la figlioletta. Apparentemente tutto sembra funzionare, finché la bambina comincia a dimostrare qualche difficoltà che porterà la madre a indagare e venire a conoscenza di un verità sconcertante quanto terribile. Una situazione in realtà molto più frequente di quanto possa sembrare.

La violenza sui più deboli. Come ho già detto all’inizio, di questo parla Norma Stramucci in questi racconti, scritti in uno stile squisitamente incisivo, realistico e coinvolgente. La violenza che conosce solo vittime, perché in realtà il carnefice, che spesso toglie alla vittima la capacità di difendersi, spogliandola di tutta la sua dignità, distruggendone il valore e relegandola a una relazione di sudditanza, è soltanto la prima vittima del male. In genere i carnefici sono persone che non possono vivere senza le loro vittime. Insicuri, malati, deviati, incapaci di amare sé stessi e di conseguenza gli altri, schiavi del loro stesso narcisismo e squallidamente dissociati dalla realtà, sicuramente molto più deboli delle loro stesse vittime, a cui succhiano tutta l’energia possibile per potersi affermare rinunciando a lottare per mettere a frutto i veri talenti di cui la natura li ha dotati. La violenza in certi casi è la via più comoda, efficace e sicura, certo, fino a quando… fino a quando la vittima non trova la forza di ribellarsi, allora sono dolori.

Non posso che fare i miei complimenti a Norma Stramucci per il suo stile scorrevole e coinvolgente, essenziale, diretto ed estremamente realista.

Il libro in formato ebook può essere acquistato nel sito della casa editrice Abelbooks, precisamente al link che vi riporto di seguito.

http://www.abelbooks.net/catalogo/13-se-mi-lasci-ti-uccido-9788867520305.html

Un grazie a voi tutti cari amici e a presto. Luca.

"Se mi lasci ti uccido" di Norma Stramucci, edizioni Abelbooks
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