"ASPETTO LA VITA CHE PASSI e intanto faccio qualcosa" di SERGIO RANCATI. LINEE INFINITE EDIZIONI

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Tutti lo chiamavano Gondrano, ma il suo nome è Ghion.

Gondrano è un pragmatico, per lui i fatti valgono più delle chiacchiere. La vita stessa è un fatto, una successione di eventi da gestire in conformità con le leggi e il buon senso.

Gondrano vive a Milano, ma gira il mondo per lavoro. L’azienda in cui ricopre una posizione non di spicco ma comunque di fondamentale importanza si occupa di produzione di vernici, nonché del recupero dei solventi onde evitare l’inquinamento ambientale. Vedovo, con una figlia ormai adulta che vive ancora in Italia, Gondrano si trova in Russia, ad Astrakan per la precisione.

Dopo un paio di mesi in Russia, Gondrano si reca in aeroporto per imbarcarsi verso l’Italia, ma purtroppo un inconveniente all’aeroporto di Astrakan lo costringe all’attesa ritardandone notevolmente il rientro. In aeroporto Gondrano apre una lettera non ancora letta inviata dalla figlia qualche giorno prima, e viene a conoscenza di un fatto che lo sconvolgerà totalmente richiamando in lui i ricordi di un errore commesso in gioventù assieme alla moglie. Un errore che a suo tempo aveva condannato la coppia a una vita matrimoniale infelice, dove rimorsi e rancori avevano soffocato a morte ogni genuina manifestazione d’amore. A questo punto il rientro in Italia diventa assolutamente urgente. Gondrano sente che la figlia ha bisogno di lui in un momento molto difficile, e vuole cercare a tutti i costi di farla desistere dall’errore che potrebbe rovinarle la vita. Per vie traverse riesce a trovare un volo secondario e comincia così il suo viaggio di ritorno verso l’Italia. Ce la farà a giungere in tempo?

Il viaggio si rivela pieno di imprevisti, incidenti, deviazioni varie che fanno perdere spesso la speranza al protagonista. L’incontro con Buster è di fondamentale importanza sotto vari punti di vista. Buster è un bambino orfano ma con una storia di sofferenza che lo rende perfino troppo saggio per la sua età. In alcuni momenti nelle conversazioni tra i due non sembra molto chiaro chi sia il bambino e chi l’adulto, questo per sottolineare che la “maturità” non è strettamente legata all’età e all’esperienza. Buster, che è una figura di spicco in alcuni punti del romanzo, e si pone in secondo piano in altri, è un aiuto essenziale per Gondrano. Tra i due nasce una relazione molto profonda, inizialmente strettamente legata al reciproco interesse, ma che col tempo si radica sempre più nell’ affetto padre-figlio che diventa arricchente e motivo di crescita per entrambi. Tutti e due intraprendono un viaggio di fuga dal passato, così, seppur per motivi diversi, i due condividono un obiettivo comune. Il passato di Gondrano si rende spesso presente, con un carico pesante di rimorsi e ripensamenti. Il ricordo del matrimonio con la moglie, con tutte le sue ombre,prende spesso il sopravvento, e il protagonista, apparentemente un uomo forte e invincibile, rivela un’indole triste, malinconica, piena di quel sentimento di ricerca del vero senso della vita. Inconsapevolmente il piccolo Buster sembra un catalizzatore che punta il dito proprio nella parte di sé più sconosciuta al protagonista.

A questo punto mi fermo, perché ho già rivelato anche troppo della trama. Questo romanzo è davvero bellissimo, molto profondo, che va proprio gustato con attenzione, e che conduce il lettore alle riflessioni più profonde dell’ anima risvegliando spesso la parte più triste ma poetica della vita. Allo stesso tempo tutto è condito da riferimenti storici e geografici dei paesi dell’ est, e anche da una successione di imprevisti colpi di scena che rendono la lettura appassionante e coinvolgente.

Mi ha notevolmente colpito in senso positivo lo stile di scrittura dell’autore, Sergio Rancati, a cui faccio davvero le mie congratulazioni per la sua capacità di tenere il lettore incollato alle pagine. Per me è davvero una piacevole scoperta, al punto che credo mi procurerò anche i suoi libri precedenti. Quindi, il modo migliore per concludere questo articolo, è proprio quello di riproporre i cenni biografico-letterari dell’autore riportati in copertina.

Dopo la vita è così, e l’acqua non muore mai, e Meno per meno non fa più, Sergio Rancati torna con autorevolezza ad esprimere la capacità narrativa e di analisi introspettiva che lo contraddistingue. Aspetto la vita che passi e intanto faccio qualcosa conferma la presenza importante dell’autore nel panorama letterario contemporaneo.

Parole che io condivido pienamente. Luca.

"ASPETTO LA VITA CHE PASSI e intanto faccio qualcosa" di SERGIO RANCATI. LINEE INFINITE EDIZIONI
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