"Mille splendidi soli", di Khaled Hosseini, edizioni Piemme.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Mariam, è una figlia illegittima, nata dalla fugace relazione tra la madre Nana, e il ricco e potente Jalil, uomo fondamentalmente buono ma che si rivela col tempo piuttosto debole. Mariam vive con la madre Nana alla “Kolba”, vicino a Herat. Isolata e nascosta a gran parte del mondo a causa del suo stato di figlia illegittima, Mariam adora il padre che quando si reca a trovarla quasi di nascosto, la coccola e l'adora, ma in pubblico si vergogna di lei e della madre, con cui vive una relazione profondamente conflittuale. Un giorno Mariam disobbedisce alla madre e scappa di casa con l'intento di andare a trovare il padre nel paese vicino, ma il tutto si conclude con una profonda delusione: Mariam si rende conto che il padre la evita, prima facendole credere di non essere in casa, poi cercando di farla allontanare dal maggiordomo. L'amara verità si rivela quando Mariam scorge il padre mentre la sta spiando da dietro la tenda di una finestra. A quel punto tutto precipita, ma il peggio giunge quando, tornando a casa, trova la madre morta impiccata per suicidio. Il senso di colpa conseguente alla consapevolezza che la madre si è uccisa per il dolore dato dalla sua decisione di andare dal padre tormenta Mariam, che tra l'altro è costretta a vivere per un periodo in casa col padre, finché le altre mogli di Jalil, con l'autorizzazione di quest'ultimo che non riesce a ribellersi alle loro decisioni, la costringono a sposare Rashid, un uomo sulla quarantina che vive a Kabul. Comincia una nuova vita per Mariam, al fianco di colui che in un primo momento sembra un buon uomo, capace di amarla e rispettarla pur relegandola al ruolo tipico di una donna Afghana costretta a restare nascosta o a girare indossando il burqa, solo accompagnata dal marito. Ma Rashid cambia col tempo, soprattutto quando scopre che, dopo diverse gravidanze andate a vuoto, Mariam non può avere figli. A quel punto si trasforma in un uomo dispotico, la vita di Mariam comincia a diventare un vero inferno.

Laila è una ragazza giovane di Kabul, bella, istruita, innamorata dell'amico d'infanzia Tariq, amore peraltro ricambiato. Le loro strade però sono costrette a dividersi: scoppia la guerra a Kabul, e il popolo vive nel terrore a causa dei continui bombardamenti che non risparmiano l'anello più debole della popolazione, cioè le donne e i bambini. Molti scappano verso il Pakistan, ed è quello che farà Tariq coi suoi genitori. I due quindi sembrano destinati a separarsi, anche se Tariq promette a Laila di tornare per prenderla e portarla con sé. Il tempo passa, e Laila comincia a progettare con i suoi genitori un modo per abbandonare Kabul, come ormai sta tentando di fare gran parte della popolazione, ma un razzo centra la loro casa uccidendo i suoi genitori e lasciandola orfana.

Laila viene ospitata da Rashid che le chiede di diventare la sua seconda moglie, e, sapendo di aspettare un bambino da Tariq, per evitare il destino di ragazza madre, assolutamente difficile per una donna Afghana, decide di accettare, fingendo che il bambino sia di Rashid. Le strade di Laila e Mariam sono destinate a incontrarsi. In un primo tempo tra le due nasce un'acerrima rivalità, soprattutto da parte di Mariam, cosciente di essere messa in secondo piano dal marito che riserva tutte le sue attenzione alla giovane Laila, diventando ancora più aggressivo e cattivo con la prima moglie. Dal canto suo Laila sembra nutrire da subito un profondo rispetto per la donna più anziana, anche se a volte il suo comportamento diventa così ostile da generare inevitabilmente tensioni e scontri. Tuttavia la bontà di Rashid nei confronti di Laila finisce quando non nasce il maschio che l'uomo desiderava, ma bensì una bellissima bambina chiamata Aziza. Fin da piccola Aziza, sembra essere una bambina straordinaria, in grado di conquistare il cuore di Mariam, e il comportamento dispotico che Rashid riserva a ormai entrambe le donne, fa nascere tra loro una complicità che col tempo si trasforma in una vera e profonda amicizia. Nemmeno la nascita del maschio Zalmai riesce a calmare la furia di Rashid, che pure instaura col piccolo un rapporto di complicità speciale, stravedendo per lui, ma la vita per le donne diventa un qualcosa di insostenibile, il tutto aggravato dalla condizione di miseria in cui la guerra ridurrà tutta la famiglia. Aziza viene momentaneamente rinchiusa in un orfanotrofio perché diventa impossibile avere abbastanza da mangiare per tutti.

Non voglio proseguire con la trama per rispetto di chi deve ancora leggere il libro, che io consiglio vivamente a tutti, e che si snoda attraverso a tentativi di fuga, sofferenze, violenza, fame, colpi di scena che danno svolte qualche volta positive agli avvenimenti, qualche volta purtroppo no. Il tutto con lo sfondo di una Kabul flagellata dai bombardamenti, con la popolazione asfissiata dai talebani, scenari di guerra, terrore, morte. Eppure traspare la forza di un popolo che riesce ogni giorno a sopravvivere con una grande dignità.

Di Hosseini ho letto anche “Il cacciatore di aquiloni” che ho amato molto, e anche “E l'eco rispose”, che ho apprezzato forse un po' meno, ma “Mille splendidi soli” secondo me rimane il suo capolavoro. E' un romanzo forte, che ti penetra, ti scuote, ti commuove, ti interpella. Riesce a entrare nelle usanze portate avanti con coraggio da una popolazione che sembra stretta tra due fuochi e cerca ogni giorno di sopravvivere. Narra la realtà che sono costrette tutt'oggi a vivere molte donne Afghane, consapevoli nell'intimo di essere un valore nonostante il ruolo a cui la società sembra relegarle senza ripensamenti.

Alla fin fine prevale l'amore per la propria terra, l'amore per i figli, il desiderio di portare avanti i valori dell'onestà, dell'amicizia, della famiglia.

Nonostante l'uomo sembri votare spesso se stesso alla morte, prevale l'istinto che tende verso la vita, l'amore e la felicità. Ripeto, consiglio a tutti di leggere questo libro, sicuramente non vi lascerà indifferenti, e rassegnatevi: un paio di lacrime dovrete pure versarle, è il prezzo da pagare per leggere questa storia, ma credetemi, ne vale davvero la pena.

Khaled Hosseini, figlio di un diplomatico e di un'insegnante, è nato a Kabul, in Afghanistan, nel 1965 e si è trasferito in seguito negli Stati Uniti, dove, prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato come medico. Il suo primo romanzo Il cacciatore di aquiloni (2004) è diventato un eccesionale caso editoriale internazionale e altrettanto successo ha ottenuto Mille splendidi soli (2007) che lo ha consacrato come uno degli scrittori contemporanei più apprezzati. Nel 2013 è uscito E l'eco rispose. L'autore ha dato vita alla Khaled Hosseini Foundation, un ente no profit che fornisce aiuti umanitari alla popolazione afghana. Vive con la moglie e i due figli a San José in California.

Luca.

"Mille splendidi soli", di Khaled Hosseini, edizioni Piemme.
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