Dedicato a chi non sa apprezzare ciò che la vita offre. Recensione di "Bianco" di Ivan Graticoli, Panda edizioni

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Dedicato a chi non sa apprezzare ciò che la vita offre. Recensione di "Bianco" di Ivan Graticoli, Panda edizioni

Abbiamo sbagliato Jeff... Quello che è successo è che ci siamo ammalati di potere. Lo abbiamo agognato fino a volerne sempre di più, e non farcene mai bastare; poi, non siamo più stati noi ad averlo stretto in pugno ma è stato lui a usarci, tirando i fili dei nostri movimenti e facendoci recitare come burattini...”

Queste poche righe sintetizzano il senso dell'intero racconto. Confesso che da diverso tempo un romanzo così lungo non mi prendeva al punto da divorarlo pagina dopo pagina, parola dopo parola.

Jeff è un giovane Californiano, che vive la vita di un qualunque giovane collegiale della sua età. E' un ragazzo forte, deciso, fortunato, follemente desiderato dalle sue coetanee, ma lui si innamora di Vanessa una ragazza di origine italiana. Tra i due nasce una relazione già da subito piuttosto altalenante: Jeff non prosegue l'università, ma accetta di lavorare per una grossa azienda in forte espansione assieme al socio Larry. Da quel momento in poi la relazione tra Jeff e Vanessa prende una piega decisamente inquietante, dove è più il tempo dell'assenza di lui per lavoro e dell'attesa paziente di lei che non quello che i due condividono insieme. Vanessa viene colta dalla sensazione di non essere amata dal suo ragazzo, se non fosse per quei momenti molto intensi che passano assieme quando lui ritorna dal lavoro, ubriacandola con la promessa di un domani migliore, tra ricchezza e agiatezza. Con questa promessa Jeff porta Vanessa sull'altare, anestetizzandola con una cerimonia sfarzosa fino alla nausea, una lussuosa casa a Pasadena, e un lunghissimo viaggio di nozze in cui i due viaggiano in quasi tutto il mondo. Vanessa ha la sensazione di vivere una favola, e dovrà rendersi conto presto che in effetti è proprio così. Terminato il viaggio di nozze Jeff torna al suo lavoro e comincia per lui la corsa al successo, che riuscirà a raggiungere grazie a una fredda determinazione. La sua posizione all'interno dell'azienda crescerà sempre di più, la sua carriera sarà in costante ascesa fino a raggiungere i vertici dell'economia Americana e perfino della politica. Dall'altro lato la vita di Vanessa sembra subire una specie di stand by; un'attesa continua e senza fine, allietata dalla nascita del figlio Leonard, e da poche amicizie, costituite principalmente da Dora, una donna più anziana che accetta di accudire a Leonard quando Vanessa è assente. Per il resto sembra che nella vita della donna ci sia poco altro. Non compaiono amicizie particolarmente significanti, si limita a restare in attesa, rinunciando anche al lavoro e a una propria carriera professionale. La sua vita può essere riassunta in un'unica parola: attesa. Attesa di tempi migiori, attesa paziente che il marito si ravveda e cominci a dedicare alla sua famiglia le attenzioni che merita. Attesa a volte sedata da momentanee illusioni, alimentate da fantastiche ma fugaci serate passate assieme.

La corsa di Jeff verso il successo non conosce sosta, attraverso a giochini di potere, meschinità e tradimenti vari. La famiglia viene spesso dimenticata, i sentimenti quale l'amicizia e la solidarietà non esistono, c'è solo la sete di potere che lo consuma, giorno per giorno, mese per mese, la vita scorre e fugge di mano, i demoni del denaro, del prestigio e della fama si impossessano di lui facendolo precipitare in un vortice di apparente inconsapevolezza; Jeff in realtà è un uomo solo, che non conosce pace, roso dall'ansia, dal sospetto, dalla paura di perdere il potere e desiderio di salire sempre più in alto. Il senso della sacralità della vita è inesorabilmente perso, non c'è posto per la pietà, per il perdono.Jeff comincia a diventare violento, scattoso anche nei confronti di Vanessa, lo stesso Larry intravvede negli occhi del socio una luce strana, allarmante. Jeff comincia a cadere preda di strani disturbi che lo fanno precipitare in un mondo ovattato in cui non esiste nulla se non... il bianco. Il bianco diventa a un certo punto protagonista della storia assieme alla figura di un inquietante vecchio barbone che compare fugacemente a circa metà storia, e progredendo sempre di più fino a diventare una figura chiave.

Come finirà questo racconto? Posso dirvi che il finale giunge davvero inaspettato, ribaltando completamente i ruoli dei personaggi e facendo emergere chi è il vero protagonista della storia.

Lo stile di Graticoli è molto sobrio, granitico, certosino. Conduce il lettore verso lo sconvolgente finale, ma piano, con molta calma, facendogli prima assaporare con lentezza i vari passaggi. Non nascondo che sono stato spesso colto dalla tentazione di saltare alcune pagine per vedere cosa succedeva dopo, e soprattutto come andava a finire la storia, ma sono stato affascinato dallo stile dell'autore che sembrava quasi esortarmi alla calma e alla pazienza: ogni cosa a suo tempo.

Non posso che fare i complimenti a Graticoli che si rivela uno scrittore di spessore notevole, uno Scrittore con la esse maiuscola, e a voi cari amici, non posso che consigliare la lettura di questo libro che in diversi passaggi vi lascerà senza respiro.

Ivan Graticoli, giovane milanese, pubblica il suo primo romanzo, perché, com'è scritto nella quarta di copertina, “... scrivere è una mia necessità, il modo in cui riesco ad esternare le mie emozioni. Ho scritto “Bianco” come sfogo verso nessuno in particolare e verso chiunque non sa apprezzare ciò che la vita offre, senza pretendere soldi in cambio. Ma soprattutto ho scritto “Bianco” perché avevo bisogno di farlo”.

Direi che il suo intento è più che riuscito. Complimenti.

Il libro è reperibile in qualunque libreria, comprese quelle on line, oppure può essere acquistato direttamente dal sito dell'editore al link che vi riporto di seguito.

http://www.pandaedizioni.it/dett_libro.asp?id=19064

Luca.

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