Omaggio al grande Lucio Battisti.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Era il 1971, e Lucio Battisti doveva apparire al Teatro 10 per una trasmissione della Rai.

Durante il viaggio in treno, scoprì di aver dimenticato a casa la chitarra. Leggenda vuole che ne acquistasse una piccola per meno di diecimila lire alla stazione Termini e che si presentasse in trasmissione con quella specie di giocattolo optando per una canzone scritta da lui e Mogol per la Formula 3, e che lui personalmente non aveva quasi mai esibito dal vivo se non in qualche rarissima occasione.

Ebbene il risultato è stupefacente. Lucio era un artista incredibile, che sapeva creare dal nulla. Era un campione di espressività come nessun altro in Italia è mai riuscito a essere. Era talmente immerso nella musica e nell'arte, da riuscire a improvvisare con la padronanza tipica dei grandi, d'altro canto, lui era e rimane un grande.

Mi piace riproporre spesso questo video, per sottolineare che l'arte non ha bisogno di tante sofisticazioni per esprimersi, l'importante è che parta dal cuore e che esploda, indipendentemente dalla ricchezza dei mezzi che trova.

Vi ripropongo questo video con grande piacere. Guardate cos'è riuscito a fare quest'uomo in poco più di tre minuti, con un semplice sgabello, una chitarra giocattolo, un microfono, il tempo scandito dal piede e, naturalmente, la voce.

Sì, erano in molti gli invidiosi a quei tempi, che lo prendevano ferocemente in giro per la sua voce considerata non eccelsa. Qualcuno affermava anche che era stonato. Sarà stato anche stonato, ma una cosa è certa: non uno di loro, pur con tutta la perfezione canora, ha mai raggiunto i livelli di espressività di Lucio. Semplicemente, lui era troppo avanti, e a molti la cosa bruciava assai.

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