"Mani calde", di Giovanna Zucca, Fazi editore.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

"Mani calde", di Giovanna Zucca, Fazi editore.

Davide è un ragazzino di nove anni che, a seguito di un grave incidente, entra in un coma irreversibile. Giudicato senza speranza da gran parte dei medici, solo un intervento chirurgico può aumentare le possibilità di salvezza; un intervento difficile, rischioso, che nessuno si sente in grado di portare a termine, tranne il dottor Bozzi, un neurochirurgo non particolarmente simpatico, odiato da tutti i colleghi e subalterni, e non amato neanche dai pazienti e familiari per i suoi modi piuttosto bruschi e apparentemente poveri di umanità.

Eppure, tra Davide e Bozzi, nasce un'amicizia così profonda, così karmica, da far sì che i due comunichino telepaticamente influenzandosi a vicenda. Per il dottore, Davide è un ragazzino sconvolgente, perché al contrario degli altri riesce a cogliere in lui tutto il bello e buono che si nasconde dietro la scorza durissima; Davide coglie la sofferenza del dottore, che “fa finta di essere cattivo, ma in realtà è buono”.

Potrebbe sembrare un discorso inconsueto questo, ma in realtà non più di tanto, e cose di questo tipo possono tranquillamente accadere frequentemente. Per chi di professione cura e assiste gli ammalati, può capitare di incontrare tra loro quella persona con cui si stabilisce da subito un legame profondo, inspiegabile, come se ci si conoscesse da sempre, come se entrambi possedessero la chiave per entrare reciprocamente in quella zona in genere vietata a tutti; può capitare che chi svolge una professione umanitaria si porti nel cuore un carico di sofferenze non indifferente, e chi meglio di un malato può capire un altro malato?

In fondo, che differenza c'è tra il male fisico e il male interiore? Per entrambi la medesima cura: l'amore, ed è proprio questo che sconvolge letteralmente il dottor Bozzi: per la prima volta in vita sua si sente amato e valorizzato da qualcuno che riesce ad andare oltre alle apparenze, di qualcuno che non può usare la razionalità ma solo le proprie sensazioni, assolutamente libero da qualunque condizionamento.

Davide in genere ha una visione positiva della vita, la spontaneità tipica dell'età, gli fa apprezzare particolarmente le persone con le mani calde, anche se questo parametro non sembra essere un metodo di giudizio per decidere chi è buono e chi cattivo. Bozzi ha le mani calde, proprio come il suo cuore, seppellito da una spessissima lastra di ghiaccio costruita dalla sofferenza di un'infanzia infelice, che lo rende apparentemente un uomo insopportabile, eppure tanto abile nella sua professione da riuscire a compiere miracoli che tanti suoi colleghi non osano nemmeno sperare.

Nel romanzo si muovono altre figure molto importanti, come i genitori di Davide per esempio; una coppia che si ama nonostante le inevitabili crisi che in genere costellano la vita matrimoniale anche delle coppie più affiatate, i nonni, e soprattutto il personale infermieristico che fa da piacevole contorno a tutta la storia. Sicuramente questo romanzo rende onore alla categoria infermieristica, ma sottolinea soprattutto l'importanza di svolgere tale professione con amore e passione; gli infermieri sono tutti amici di Davide, che costretto dallo stato di coma al silenzio, ascolta e carpisce i segreti di ognuno di loro. Un ragazzino straordinario Davide, soprattutto perché riesce col suo silenzio, a guidare tutti alla scoperta del proprio lato migliore. Ecco che Bozzi riscopre il suo ruolo di padre a cui aveva liberamente rinunciato in passato, e trova anche l'amore di una donna che in cambio non gli chiede nulla, non esprime alcun giudizio ma lo accoglie semplicemente così com'è. Un libro splendido questo della collega Giovanna Zucca, perché ci ricorda l'importanza di accogliere l'umanità degli ammalati, ma anche quella degli operatori. Sottolinea che l'amore è assolutamente necessario per dare sale alla vita quotidiana, soprattutto in una professione così difficile come quella di chi opera a contatto con coloro che stanno vivendo i momenti peggiori della propria esistenza. Un romanzo commuovente, che intenerisce il cuore, ma che ricorda anche l'importanza della libertà; prima o poi anche l'operatore deve accettare di essere dimenticato da chi ha beneficiato delle sue amorevoli cure; amare significa soprattutto rendere liberi e non legare a sé.

Un grazie di cuore alla carissima Giovanna per questo suo bellissimo romanzo d'esordio, scritto con uno stile molto semplice, diretto e coinvolgente, ma ci tengo a sottolineare che a questo ne hanno fatto seguito anche altri, che sicuramente mi procurerò e leggerò al più presto. Nel frattempo cari amici non posso che consigliarvi questo Mani calde, sicuro che vi farà sorridere e commuovere, e da cui non riuscirete a staccarvi finché non avrete raggiunto l'ultima pagina.

Giovanna Zucca vive a Treviso e lavora in ospedale. Nel 2011 ha esordito con Mani calde, vincendo il Premio Rhegium Julii Opera Prima 2012. Il suo secondo romanzo, Una carrozza per Winchester, ispirato alla vita di Jane Austen, ha ricevuto una menzione d’onore al Premio Merck Serono 2014. Laureata in filosofia, collabora attivamente con il Centro di studi sull’etica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Suoi libri sono anche Guarda, c'è Platone in TV! E Assassinio all'Ikea.

Luca

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