"Andrà tutto bene" di Mirella Delfini.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Recensire un libro come questo è piuttosto difficile, non tanto per il fatto che è costituito da ben 571 pagine, quanto per l’enorme ricchezza che vi è racchiusa dentro. Mirella Delfini, giornalista, racconta la sua vita partendo dai ricordi della sua infanzia e passando attraverso la sua carriera giornalistica che l’ha portata a incontrare persone meravigliose. Invidio sinceramente Mirella per aver incontrato il Papa Giovanni XXIII, e Dino Buzzati, persone che, definire straordinarie è  poco,  il mio cruccio è quello di essere nato diversi anni dopo la loro morte.

A parte queste considerazioni personali, il libro parla più o meno direttamente anche della storia del nostro paese, “riportando in vita” Mussolini per esempio, nonché il fascismo visto con gli occhi di una ragazzina. L’autrice racconta tra le varie cose l’innamoramento del futuro Duce dell’affascinante Ida Dalser, da cui avuto un figlio che ha riconosciuto. Si dice che i due si siano sposati, ma i documenti che provavano il loro matrimonio siano stati eliminati quando Mussolini è diventato Duce. Mussolini si innamorò di altre donne, mentre la Dalser che continuava a rivendicare i suoi diritti, e schiava ancora di uno struggente innamoramento , fu internata in un manicomio. Lo stesso triste destino subì anche il figlio, dapprima affidato al fratello di Mussolini, ma internato nel momento in cui dichiarò apertamente la sua figliolanza. Una storia triste, come molto tristi sono i ricordi legati a uno dei periodi più bui del nostro paese. Il periodo di Mussolini, Hitler e la rivoluzione fascista, con la definizione dei partigiani della resistenza come “coloro che erano capaci di essere persino peggiori del regime che combattevano”. L’armistizio, l’alleanza con America e Inghilterra che bombardavano l’Italia a tappeto per combattere i tedeschi, e il dramma della popolazione italiana che si trovò con il nemico in casa nel momento in cui il paese si alleò contro la Germania. Nonostante il cedimento del fascismo, le radio mandavano notizie contrastanti che facevano credere il contrario, e la ripetizione del “Credo dell’italiano”:

“Credo in Dio Creatore del cielo e della terra, credo nel Duce fondatore del fascismo, credo nella resurrezione dell’Italia tradita, credo nel camerata germanico… “

Ricordi che fanno rabbrividire chi li ha vissuti, e che andrebbero scrupolosamente tramandati alle generazioni future, sperando che finalmente l’uomo cominci a imparare dalla storia cercando almeno di evitare gli errori passati, in cui sembra continuamente cadere, come se nulla fosse mai accaduto.

Stupendo anche il lungo capitolo dedicato all’America, con tutte le sue contraddizioni. Si sa, l’America, e forse particolarmente New York, è un un connubio di tutte le culture, e le diversità vi convivono più o meno pacificamente.

Fa un po’ sorridere il fatto che le ragazze di quei tempi usassero la coca-cola per  le lavande vaginali come anticoncezionale, e fa sorridere anche il fatto che, a detta dell’autrice, in America è sufficiente dire solo “Oh really?”, e con questo affrontare una intera conversazione, passare per persone simpatiche ed essere continuamente invitate ai party. Mentre invece di deve fare attenzione ad abusare dell’esclamazione “Oh my God!”, se non ci sono motivi reali.

Durante un volo in aereo verso Atalanta, Mirella incontra un senatore americano che, oltre a stupirsi del fatto che anche gli italiani sanno leggere, afferma che gli americani pagano tante tasse per mantenere l’Europa, Italia in prima linea, oltre a considerare l’Europa come un’accozzaglia piena di comunisti. In diversi punti, si legge tra le righe, una particolare simpatia che il popolo americano sembra nutrire per l’Italia. Del resto non bisogna dimenticare che buona parte degli americani sono di origine italiana, e la cultura italiana è molto più diffusa nel mondo di quanto noi stessi siamo consapevoli. Durante il viaggio in America, Mirella incontra anche Martin Luther King, anche se non riesce a intervistarlo dopo la conferenza, ma è assai commovente l’incontro con colui che è definito “l’americano più bello del mondo”: Stan Laurel, conosciuto in Italia come Stanlio, l’amico di Ollio. Nato in Inghilterra, viveva in California, a Santa Monica. Quando l’autrice lo incontrò Laurel era in una carrozzina a causa di un ictus, mentre il suo compagno di avventure era già morto da qualche anno. Mirella parla di lui come di un uomo divertentissimo, al punto da essere quasi impossibile condurre l’intervista mantenendo la necessaria serietà. Con comicità, l’attore parla dei suoi ricordi d’infanzia, di tutti i suoi successi, e riesce a scherzare persino sulla sua malattia che l’ha reso un invalido. Nel momento del congedo, Stanlio saluta Mirella dicendo:“Ci rivedremo”, e quando lei gli fa notare che sarà ben difficile dal momento che sta tornando a New York e successivamente in Italia, lui le risponde: “Non importa, nel giardino di Dio ci si ritrova sempre, e ci si riconosce, stai tranquilla”. Meravigliose quanto commuoventi parole.

Altrettanto commuovente è l’incontro con lo straordinario Giovanni XXIII, di cui l’autrice esalta l’umiltà, e la capacità di stravolgere la storia della Chiesa rendendola estremamenta aperta alla gente semplice. L’autrice stessa dice che “Le poche parole che mi ha detto mi hanno accompagnata per sempre e mi hanno aiutata ad affrontare la vita con una mente diversa”. Mirella sottolinea anche il commento che qualche anno dopo la scomparsa di Roncalli farà la politologa Hannah Arendt: “Ma com’è potuto accadere che un vero Cristiano sia salito sul trono di Pietro?”. Su questa frase avrei francamente qualcosa da ridire, perché conosciamo noi profondamente il cuore delle persone? Chi di noi può dire di essere un vero Cristiano? Credo che lo stesso Roncalli faticasse a definire sé stesso un vero Cristiano. Era proprio questo suo atteggiamento che lo portava a essere considerato anche il Papa di chi non crede, e a sottolineare quella che era la politica di Gesù: condannare il peccato ma mai il peccatore. Mirella sottolinea molti aspetti della vita di Giovanni XXIII, in modo particolare il fatto forse un po’ troppo sottovalutato del suo discorso in occasione della minaccia di una guerra nucleare Usa-Urss. Con quel discorso egli raggiunse i cuori dei due capi Kennedy e Krushov, al punto da convincerli a ritirare i loro missili da Cuba. Questo fatto, dal punto di vista storico è sempre stato passato un po’ sottotono, non dando al Pontefice il giusto merito. Non mancano le frasi pungenti dell’autrice, quando dice che: “Ce ne sono stati di Papi cattivi, però sono venuti anche Paolo VI e Giovanni Paolo II che però ha fatto lo sbaglio di dire ai fedeli “No agli anticoncezionali” mentre l’Aids si diffondeva dappertutto. Sembra che gliel’abbia suggerito il Cardinal Ratzinger, il Papa di oggi, che era il suo consigliere. E ora, come Papa abbiamo lui, un erudito, intelligentissimo, forse troppo eccelso per le basse, lacrimevoli pecche dell’umanità”. Questa frase mi trova in parte d’accordo. Perché nemmeno io nutro una simpatia sfrenata per il nostro Papa attuale, ma è una cosa personale, legata alla mia attrazione alle figure più calde e carismatiche, ma non possiamo mettere sempre le nostre preferenze davanti. Non dobbiamo dimenticare che è il Signore che guida la Chiesa attraverso lo Spirito Santo, e che probabilmente Ratzinger è la persona giusta per questa fetta di storia della Chiesa.

L’altro incontro che mi ha colpito molto e che invidio all’autrice, è quello con Dino Buzzati. Lui è il mio scrittore preferito dai tempi della mia infanzia. Diverte il fatto che Mirella contattò Buzzati confessando di essere stata costretta a bere del whisky a causa della pressione bassa, e di non sapere se fosse in grado di condurre l’intervista con la giusta lucidità. E lui le risponde candidamente: “Splendido, vengo a prenderti e ne beviamo un altro, anzi io ne bevo 2 così siamo pari”. I due si fermano a mangiare in un autogrill, in un ristorante ultramoderno definito terribile con l’aria condizionata (erano gli anni 60). Poi Buzzati la porta a casa sua per farle vedere i suoi quadri che fanno rimanere Mirella senza fiato per la loro bellezza. L’autrice rimane sconvolta dalla “verità straziante” che traspare dai quadri. Certo aggiungo io, la stessa che si percepisce nei suoi racconti e nei romanzi-capolavoro come “Barnabo delle montagne” e “Il deserto dei Tartari”.

E tutto è riassunto nella frase “Buzzati viene dal futuro”. Sono pienamente d’accordo. Buzzati era un uomo d’arte, arte vera che non conosce né tempo né spazio. Un’arte che non appartiene a nessuna epoca, che sembra venire dall’infinito e all’infinito ritornare.

Forse sarete un po’ stupiti dalla lunghezza di questa recensione, eppure vi garantisco di avervi illuustrato solo una minima parte del contenuto di questo libro, che io consiglio vivamente di leggere, perché in esso ci siamo anche noi, c’è la nostra Italia, rapportata anche con il resto del mondo, e aiuta a renderci consapevoli del fatto che gli uomini, famosi o meno, portano nel loro cuore lo stesso identico bisogno d’amore.

Oltre ai personaggi citati, nel libro l’autrice parla anche dell’incontro con : Ghandi, Pasolini, Cassola, Fanfani, Moro, Moravia, Vittorio De Sica, Don Peppino Marotta, Fellini, Montanelli, Luchino Visconti e altri.

Sperando di non avervi annoiati ma anzi, di aver generato in voi l’interesse per questo libro, vi abbraccio tutti cordialmente.                                        Luca.

 http://4.bp.blogspot.com/-i3oFSicQtN4/T0fGuvWVt7I/AAAAAAAAB0o/pbFaJX8IK4Y/s320/Andr%C3%A0+tutto+bene.png

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post

hg 06/13/2012 21:17

Per quanto mi riguarda la chiesa cattolica - come qualsiasi altra religione - può agire come meglio crede, ciò non toglie che non si debba tacere su enormi responsabilità che questa ha avuto nel
passato e nel presente. Si potrebbe partire ad esempio dai neanche troppo passati divieti relativi alla lettura della bibbia, una delle più plateali e grottesche evidenze che segnalano il desiderio
di dominio temporale ed economico attraverso la politica dell'ignoranza. Per tagliare la testa al toro, qual è il succo del messaggio cristiano cattolico, e quali le conseguenze: qui su questa
terra dobbiamo portare la nostra croce (perchè bisogna soffrire, guai a pensare di vivere bene, anche perchè siamo pieni di colpe, "grandissime colpe" come si dice in una preghiera) e solo se
seguiremo i precetti potremo giungere al godimento della vita eterna (che ovviamente avverrà dopo che saremo morti), se invece crediamo di poter fare di testa nostra, dio (notare la moderna
sottigliezza) non potrà far altro che accondiscendere al destino che ci siamo ricamati, quindi purgatorio o inferno. Ma il male maggiore non è stato in questo enorme accentramento di potere
spirituale, temporale, economico (sono le conseguenze) è stato il disastro dell'ottenebramento delle menti, lo spegnimento delle menti: un immane processo di ipnosi. Tutto fuorchè il desiderio
dettato dall'amore di voler emancipare, di aiutare disinteressatamente i propri simili. Si aprano le orecchie, ancora oggi, c'è qualcosa di disgustoso, di ripugnante nell'ascoltare preti e su su
fin anche il papa, ciò che viene proferito è sempre autoreferenziale, non c'è la volontà di avvicinarsi a dio, solo uno strano perverso godimento nel crogiolarsi con - nei migliori dei casi, quando
si è inconsapevoli - le proprie allucinazioni intrise di esibita gioia ebete, questa nasconde un vuoto enorme. Non si può essere contenti nell'osservare i papaboys, sono convinto che la grande
maggioranza non prende nemmeno in mano la bibbia e nemmeno riflette minimamente autonomamente sul mistero della vita, che la chiesa sopravviva o muoia non mi interessa, sono invece interessato nel
constatare che sempre maggiori esseri umani iniziano a riflettere, su se stessi, sulla chiesa ma anche su tutto ciò che ci circonda

lucafavaro.over-blog.it 06/13/2012 22:45



La Chiesa (quella vera intendo, non necessariamente cattolica o di qualsiasi altra religione) è formata da Dio e da uomini, e non esistono istituzioni umane che non abbiano luci e ombre nella
loro storia. Tu hai elencato tutti i difetti della Chiesa, e certo non posso dire che sono falsi. E' la verità e sarebbe da ipocriti negarlo. Tuttavia esistono anche altri aspetti della Chiesa,
esistono tante persone oneste, sincere che vivono la loro vita in comunione con il Signore e fanno del bene gratuitamente, donandosi agli altri, magari non fanno parlare molto di sè, perché si
sa, viviamo in un'era dove si sottolinea sempre il marcio facendo così del male un idolo, e tacciamo tutto il bene, che è pure tanto, e che alla fin fine è il vero motore che riesce in qualche
modo a far andare avanti tutto. Caro amico, io non me la sento di dare giudizi. Dovrei essere un uomo perfetto per farlo, e confesso che luci e ombre esistono anche nella mia vita, e ho una bella
collezione di scheletri nascosti nel mio armadio. Nonostante tutto so che il Signore mi ama così come sono, e che desidera la mia felicità più di quanto la desidero io, e per questo vado avanti,
facendo del mio meglio e cercando di migliorare se posso. Cosa posso fare? E' la mia vita.



Fernanda 06/13/2012 18:14

sei veramente bravo Luca....

lucafavaro.over-blog.it 06/13/2012 18:45



Grazie Fernanda, troppo buona!



hg 06/13/2012 17:19

"Perché nemmeno io nutro una simpatia sfrenata per il nostro Papa attuale, ma è una cosa personale, legata alla mia attrazione alle figure più calde e carismatiche, ma non possiamo mettere sempre
le nostre preferenze davanti. Non dobbiamo dimenticare che è il Signore che guida la Chiesa attraverso lo Spirito Santo, e che probabilmente Ratzinger è la persona giusta per questa fetta di storia
della Chiesa."
E lo spirito santo a volte guida pure me, e mi dice che nessuno ha l'esclusiva su dio, arroganza senza limiti.

lucafavaro.over-blog.it 06/13/2012 18:45



Certamente sono daccordo con te, nessuno ha l'esclusiva su Dio, o forse sarebbe bene dire che ognuno di noi ha l' esclusiva su Dio, perché il rapporto che Dio ha con ognuno di noi, e il modo in
particolare che Lui ha per parlare con ognuno di noi e quindi di aiutarci a crescere, non ce l'ha con nessun altro. Ma è proprio perché nessuno ha l'esclusiva come tu dici che non posso
permettermi di giudicare l'operato degli altri, sia che si tratti del Papa, sia che si tratti di qualunque altra persona. Ed è anche per questo motivo che io, posso non essere daccordo con le
decisioni e il modo di essere Papa di Ratzinger, ma non posso arrogarmi il diritto di decidere chi deve essere Papa e chi no, altrimenti ribalterei la situazione, pretendendo di avere io
l'esclusiva su Dio.



Raineri Fernanda 03/09/2012 10:08

Come al solito le tua recensione fa venir voglia di comprare il libro.
Comlimenti