"Caterina fu gettata." di Carlo Sperduti. Intermezzi editore.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Non vi nascondo che la lettura di questo libro mi ha messo un po’ in crisi. Probabilmente mi ci sono approciato con lo spirito sbagliato, cioè leggendolo esattamente come un qualunque romanzo, aspettandomi una vera e propria trama, magari con qualche contenuto filosofico-spirituale. Niente di tutto questo.

Sperduti del resto lo dice subito nella prefazione intitolata: Avvertenza, altrimenti nota come “mettiamo le mani avanti”, da cui estraggo alcune righe:

 

L’autore si sente in dovere, d’altro canto – oltre che di parlare odiosamente in terza persona in queste righe pre­liminari – di dichiarare che nelle sue intenzioni c’è stata, semplicemente, la voglia di raccontare una storia così come gli è venuta in mente, evitando per quanto possi­bile “l’approfondimento della psicologia del personaggio”. Vuole inoltre far presente che, a dispetto di ciò che si legge nella quarta di copertina di questo volume, quanto segue non è un romanzo.

 

Obiettivamente parlando, la trama sembra assolutamente insignificante. E’ la storia di due ragazzi, Tommaso e Caterina che vivono in un appartamento minuscolo in compagnia della gatta Gnaca.

Caterina lavora al bar “Dolce far nulla”, mentre Tommaso si dedica con scarsissimo successo a varie attività culturali. Una parte della loro già minuscola casa, è occupata da un ammasso di sacchi pieni di stracci da gettare. La loro relazione, sembra un po’ risentire di una certa monotonia, con la divisione delle faccende domestiche che Tommaso sembra non espletare. Un giorno, per conquistare la stima e la fiducia di Caterina, decide di dedicarsi alle grandi pulizie e di disfarsi di tutti i sacchi accumulati nel soppalco, e non accorgendosi che Caterina, si è addormentata all’interno di uno di essi, la getta nella spazzatura. Da qui in poi la storia prende una piega assolutamente surreale, con l’alternanza di personaggi, strani, inquietanti, apparentemente senza senso e inutili, con un finale che mi ha lasciato un po’ perplesso.

Non vi nascondo cari amici che, terminata la lettura di questo libro, ho sentito l’impulso di gettarlo nella spazzatura facendogli fare la stessa fine della protagonista, e non pensarci più. Mi sono chiesto che senso poteva avere pubblicare un libro del genere, senza né capo né coda, con una trama banalissima e una narrazione condita da una dose di ironia, che rende certamente  la lettura piacevole e scorrevole, ma in alcuni punti eccede risultando persino irritante. Ho deciso quindi di concedermi una sorta di stand by, mettendolo da parte, proponendomi di riprenderlo in mano in un secondo momento.

Con la seconda lettura invece, mi si è aperta una visione ben diversa. Si tratta di liberarsi dagli schemi della narrazione tradizionale, e affidarsi fondamentalmente alle emozioni che la lettura fa nascere. L’autore rivela un talento straordinario, con una maestosa padronanza della narrazione che è in grado di rendere il lettore partecipe stimolandone immaginazione. Ci sono alcuni punti in cui con poche parole l’autore riesce a creare un’atmosfera di estrema tensione che fa rimanere con il fiato sospeso. E’ il caso del capitolo in cui viene dipinta una partita a ping pong tra i due spiriti Sorìbavin ed Elle, con quest’ultima che prende il sopravvento rivelando un’indole minacciosa e inquietante. Ebbene l’inquietudine, leggendo la si avverte proprio nella pelle.

Sostanzialmente tutto il libro è così: un procedere di situazione in situazione, con l’alternanza di personaggi assurdi ma non privi di personalità e originalità. Il lettore diventa una specie di viaggiatore attivo, ma comunque guidato dalla penna sicura e decisa dello scrittore. Di seguito vi riporto un altro passo, tratto dal primo prologo, dove Sperduti descrive le caratteristicche dei tre protagonisti, Caterina, Salvatore e Gnaca con poche parole in realtà, senza perdersi in tanti dettagli, o in fronzoli particolari ma in modo molto incisivo ed efficace.

 

Pur ignorando, per il momento, chi fosse Tomma­so, immaginatelo come più ritenete opportuno, poi­ché non si fornirà alcun particolare sull’aspetto fisico del personaggio. Immaginatelo a gambe incrociate su una delle due piazze di un letto, con un giornale spalancato sulla pagina degli annunci di lavoro a po­chi centimetri dal volto, con la schiena appoggiata al muro, un’espressione delusa e indignata a un tempo, illuminato debolmente da una timida abat-jour, in un qualsiasi approssimarsi della mezzanotte.

Immaginate poi, sull’altra piazza, una Caterina distesa, stanca e sonnolenta, da poco rincasata dal lavoro, il cui unico desiderio sia quello di farsi pren­dere dal sonno.

Immaginate, infine, un miagolio prima sommesso e poi sempre più intenso e petulante, proveniente da un punto indefinito dello spazio circostante.

 

Questo libro andrebbe letto così come si guarda un quadro astratto, cioè liberandosi prima da tutti gli schematismi e lasciando entrare le immagini nel cuore. La stessa cosa va fatta scorrendo le immagini riportate in questo libro, è necessario lasciarle scorrere liberamente e lasciare che la comunicazione autore-protagonista-lettore avvenga da cuore a cuore. Si potrebbe definire quasi una sorta di “letteratura astratta”, o d’avanguardia.

Sperduti definisce questo suo libro un esperimento, certo, questo lo si capisce leggendolo. Si percepisce la già citata abilità narrativa dello scrittore giungendo alla conclusione che questo esperimento, riuscito o meno è stato davvero voluto e consapevolmente creato. Chi lo sa? Potrebbe essere il primo di un nuovo filone letterario, che si preannuncia imprevedibile, apparentemente disorganizzato, ma con una sua logica particolare e per questo misterioso e affascinante.

Consiglio la lettura di questo libro? Certamente sì, perché gli effetti che suscita sono assolutamente imprevedibili, e credo variabili in base alla cultura, alla sensibilità e alla predisposizione di ognuno. Se vi piacciono le letture fuori dagli schemi, ma che regalano emozioni, positive o negative, allora ve lo consiglio vivamente!

Complimenti all’autore Sperduti, aspettando che si decida a scrivere un romanzo, e complimenti alla casa editrice Intermezzi, sicuramente una delle realtà editoriali più dinamiche, giovani e positive del panorama editoriale Italiano.

                                                                                            Luca.http://www.flaneri.com/images/sized/fileblog/caterina-fronte-250x388.jpg

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