IL CASO DELLA DONNA SCOMPARSA, di RAFFAELLA FERRARI, edizioni Narcissus Publishing

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Ciao a tutti! L’anno nuovo per questo blog parte un po’ in ritardo, ma devo dire che ci saranno diverse novità nelle prossime settimane. La prima è proprio quella che vi propongo oggi: oltre alle recensioni nel blog si apre un nuovo filone di interviste agli autori.

Cominciamo con la recensione di questo giallo davvero molto interessante: “Il caso della donna scomparsa”. L’autrice è Raffaella Ferrari, ed è pubblicato dalla Narcissus Publishing.

La storia ha inizio con un ricevimento in una villa settecentesca di proprietà di Carlo Alberto e Guglielmo Maria Bellini, due fratelli nobili. Al ricevimento irrompe Maria Gabriella Torre Roscotti, moglie di un tale Ovidio Roscotti, aggredendo una fotomodella di nome Melissa, fidanzata di Guglielmo Maria, ma con una storia d’amore clandestina con Ovidio. Si scatena quindi una rissa, seguita qualche giorno dopo dalla scomparsa di Maria Gabriella. La sua automobile viene scoperta dal Maresciallo  Saverio Lo Giudice, che comincia a indagare al caso aggravato poi dall’omicidio di Melissa. La situazione appare da subito piuttosto intricata, e con il proseguimento delle indagini lo diventa ancora di più. Durante gli interrogatori portati avanti scrupolosamente da Lo Giudice, emergono elementi contrastanti, che fanno nascere il sospetto che Maria Gabriella abbia in qualche modo inscenato la propria scomparsa allo scopo di punire il marito per la storia d’amore con Melissa. A questo punto entrano in gioco altri protagonisti che si rivelano importanti: la psicologa Lucilla Ferrino, mamma di un bimbo di quasi un anno, e il marito anziano, un famoso ex regista ormai in pensione. Lucilla viene contattata da un’amica, preoccupata dal comportamento strano e visibilmente turbato da qualcosa di misterioso del figlio adolescente Alessandro. Lucilla scopre che Alessandro è un prezioso testimone per la risoluzione del caso della scomparsa della Rosconi, e lo convince quindi a recarsi assieme a lei dal Maresciallo per raccontare la propria versione dei fatti, dando una svolta importante alle indagini.

Obiettivamente la trama di questo racconto sembra un po’ scontata, non ci troviamo mai di fronte a qualcosa di eclatante, non ci sono particolari colpi di scena, questo se lo si legge fermandosi semplicemente alla trama. Tuttavia c’è un’altra chiave di lettura che spinge ad andare un poco più in profondità, lasciandosi trasportare dalle emozioni che lo svolgimento della storia fa nascere nel cuore. Per prima cosa ho provato un grande senso di pena per quasi tutti i protagonisti. Tutte persone nobili, ricche materialmente, ma assolutamente povere di valori affettivi profondi.

A dire la vertità, forse non sarebbe nemmeno giusto affermare questo, effettivamente i valori ci sono, ma sembrano distorti e deviati da una immaturità di fondo, e da deliri di onnipotenza che portano i protagonisti a perdere il contatto con la realtà.

Troviamo quindi una donna ricca, vittima di una presunzione patologica, innamorata del marito ma non ricambiata, consapevole di essere tradita, che cerca di escogitare ogni sistema per riconquistarlo, e si legge tra le righe l’atroce dolore provocato da un amore non corrisposto, nonché l’umiliazione dei tradimenti subiti. Scopriamo la stessa donna che cova nel cuore un desiderio profondo di maternità, purtroppo disilluso, che spera di poter comperare la gravidanza di un’altra donna, dando per scontato che quest’ultima accetti credendo davvero che il denaro e i titoli nobiliari possano concedere il diritto di imporre la propria volontà. C’è un aggrovigliato intreccio di sentimenti anche genuini sotto certi aspetti, ma mascherati da giochini senza senso. Non si può dire che non ci sia amore nel racconto, ma è un amore viziato, contorto e deviato. Si viene colti dalla sensazione che ogni protagonista, pur di non guardare in faccia le proprie debolezze, cerchi in qualunque modo di proteggere gli altri dalle loro, e si scopre che la vittima dell’omicidio era in realtà una persona malvagia, manipolatrice, e la sua morte non fu altro che una naturale conseguenza della sua mancanza di scrupoli. A un certo punto non si capisce più chi sia la vera vittima e chi il vero carnefice.

Non è un semplice giallo questo romanzo, ma è un vero e proprio viaggio nella psiche umana, che ne rileva la fragilità di fronte alle tentazioni che, piano piano sconfinano in un mondo dove lecito e illecito si invertono continuamente girando su sé stessi. Non è insomma un giallo nel senso classico del termine. Non si respira quasi mai l’atmosfera di tensione tipica dei gialli, tuttavia è molto ben stimolata la curiosità di arrivare alla scoperta del colpevole, si resta incollati alle pagine e lo si legge tutto d’un fiato fino alla fine.

Altro aspetto fondamentale di questo romanzo, è lo stile narrante di Raffaella, molto semplice ma allo stesso tempo affascinante, sempre rispettoso, mai eccessivo. Una semplicità molto efficace perché riesce davvero a far sentire i personaggi vivi, e pur con poche descrizioni se ne percepiscono da subito le caratteristiche fisiche e caratteriali. Traspare una dolcezza d’animo di fondo tra queste righe, una forte dose di umiltà degna di lode. Raffaella conduce il lettore con delicatezza, la lettura è davvero molto piacevole e scorrevole anche se c’è una cosa che mi ha un po’ deluso: avrei scommesso che dopo l’incontro tra il Maresciallo Lo Giudice e la psicologa Ferrino, tra i due nascesse qualcosa, invece tutto si limita a una reciproca stima. Pensandoci bene la cosa sarebbe stata troppo scontata, quindi ecco un’altra nota di merito per Raffaella Ferrari, a cui io faccio i complimenti, augurandole con il cuore di proseguire per questa strada, accrescendo e portando a maturazione il suo innegabile talento.

Il libro è disponibile solo in formato ebook, e si trova in tutti i principali store on line come Feltrinelli, IBS, Kobo, Amazon, Feltrinelli, iTunes ecc. al prezzo di 1,99 euro.

 

INTERVISTA A RAFFAELLA FERRARI

 

Come vi avevo anticipato all’inizio dell’articolo, abbiamo l’onore di ospitare Raffaella Ferrari nel blog, che con una breve intervista ci parlerà un po’ di lei e di come è nata l’idea di scrivere questo bellissimo romanzo, che come avrete già capito consiglio a voi tutti di leggere. Prima di tutto cominciamo con una piccola biografia dell’autrice:

Raffaella Ferrari, laureata in filosofia, vive e lavora a La Spezia. Nel 2005 ha vinto il Premio Internazionale di Narrativa “Pontiggia” di S. Maria Ligure con il racconto “L’ultima magia”. Nel 2006 ha pubblicato con la Edizioni Giacché il romanzo “Il segreto del professore”, e nel 2008. Il suo racconto “L’uomo con le stampelle” è stato inserito nella raccolta “Donne e crimine” delle migliori gialliste liguri edita da Fratelli Frilli. Negli anni ha pubblicato diversi articoli su riviste, anche on line, di attualità, letteratura e storia e vari racconti, alcuni dei quali premiati in concorsi nazionali. Ha anche collaborato a progetti artistico-culturali con scuole e associazioni della sua città, nonché a trasmissioni televisive per reti locali. Raffaella gestisce anche un interessante blog, potete contattarla al seguente indirizzo:  http://raffaellaferrari.altervista.org, e possiede anche un profilo su Facebook.

Dopo questi brevi cenni biografici, direi che possiamo passare all’intervista.

 

Carissima Raffaella, dal tuo giallo traspare un grande amore per la scrittura. Il tuo stile semplice, ma molto coinvolgente e accattivante ha il pregio di catturare il lettore. A questo punto mi sorge spontanea una domanda: Cosa significa scrivere per te? E cosa ti piace regalare ai lettori dei tuoi libri?

Scrivo per passione, per voglia di comunicare i pensieri e le storie che mi vengono in mente. Scrivo perché spero di regalare a chi mi legge un paio d’ore di spensieratezza.

Preferisci suscitare emozioni, o dare spunti di riflessione?

Entrambe le cose direi. Ma soprattutto vorrei riuscire a divertire il lettore regalandogli emozioni, spunti per pensare ma soprattutto mi piacerebbe fargli vivere un’altra vita. Sai, io ritengo che il vantaggio di leggere sia nel poter vivere centinaia di altre vite, oltre a quella quotidiana.

Il tuo libro potrebbe essere considerato un giallo, anche se a me che non piacciono le etichette, non sembra soltanto un giallo. Infatti in esso manca quel senso di tensione che in genere si respira nei gialli, mentre lo trovo ricco di cose, di spunti di riflessione che normalmente nei gialli non si trovano. Mi sembra anche che ci siano parecchie sfumature di stampo psicologico. Insomma, da dov’è nata l’idea di scrivere questa storia?

Vero. E’ un giallo “classico” solo per il fatto che c’è un mistero e ci sono delle persone che indagano su di esso raccogliendo gli indizi che dissemino via via nelle pagine del libro, ma per il resto ci sono molti aspetti della vita quotidiana che in genere non sono caratteristici nei gialli.

Quanto della realtà che vivi ogni giorno, o delle persone che ti capita di incontrare e osservare c’è nel tuo romanzo?

Beh, moltissimo. Per questo racconto mi sono ispirata molto alla realtà, come la vedo io. Mi capita di sentire un racconto, di leggere qualcosa su un giornale e di rimanerne talmente colpita da desiderare di costruirci su una storia. Sicché tutti i personaggi, tutti i fatti narrati, pur essendo frutto della mia fantasia, prendono avvio da qualcosa di realmente accaduto…

C’è un messaggio particolare che attraverso il tuo libro vorresti trasmettere ai tuoi lettori?

Penso che il messaggio che esce da questo romanzo sia che è sempre estremamente difficile capire quanta colpa ci sia nell’errore… sempre meglio prendere le distanze dalle “etichette” e dai giudizi affrettati.

Esiste un libro che ti è piaciuto così tanto da farti dire: “Sì, voglio scrivere anch’io”? Oppure c’è un autore in particolare che ha influenzato il tuo stile di scrittura?

Senza dubbio Agata Christie. Poi ci sono molti autori contemporanei (italiani, perché non è vero che la letteratura contemporanea migliore sia estera) che mi piacciono molto e che in alcuni casi ho avuto anche il grande onore di conoscere personalmente. Cito Maurizio De Giovanni, Marco Buticchi, Danila Comastri Montanari, Valerio Varesi e Carlo Martigli.

Concordo pienamente con te sul fatto che la letteratura contemporanea estera non è migliore di quella italiana. Tanto più che sono convinto che l’arte vera non conosce nazionalità.

Organizzerai presentazioni dove i lettori potranno incontrarti? Sai già qualche data da rendere nota al pubblico?

Certo. Ne ho organizzate diverse. Alcune con i bambini. Sì, sono andata a leggere un mio breve racconto giallo nelle scuole elementari ed è stata un’esperienza davvero emozionante: quello che sanno dare i ragazzi è sempre qualcosa di speciale. Dovrei ripetere l’esperienza nel mese di aprile in alcune scuole di Marina di Massa, e a metà febbraio incontrerò invece i ragazzi dell’ O.N.F.A. di Cadimare alla Spezia.

Hai qualche progetto letterario in vista per il futuro?

Eh sì, ne ho molti. Raccontarli tutti qua sarebbe troppo lungo. Ad ogni modo il progetto più bello sarebbe quello di pubblicare una raccolta di racconti gialli. I racconti sono un genere letterario un po’ trascurato a vantaggio del romanzo. A mio parere invece, andrebbe rivalutato. I racconti, se ben scritti, possono diventare vere perle: sono veloci, non annoiano il lettore e si leggono con facilità.

Parole sante direi! Mi trovi pienamente d’accordo, essendo peraltro un pseudoscrittore che ama imbrattare la carta con i racconti.

Ti ringrazio per aver accettato di essere ospite nel mio blog. Tra l’altro hai anche l’onore di inaugurare il nuovo filone delle interviste agli autori! Grazie soprattutto per avermi concesso la lettura del tuo ottimo libro. Ti auguro tanta fortuna nel mondo dell’editoria che, come sappiamo, non è per niente facile. Spero in futuro di poter leggere e magari recensire qualche altro tuo lavoro. Ciao e grazie.

Grazie a te. E’ stato un vero piacere.

Bene cari amici, è sempre un piacere incontrare persone oneste e appassionate come Raffaella, che ci ricordano che in Italia i talenti ci sono eccome. E chi ha detto che gli esordienti scrivono solo porcherie?

Consigliandovi ancora una volta la lettura di questo ebook, vi saluto calorosamente. Alla prossima!

                                                                                                                                Luca.

 

 Raffaella Ferrari.

 

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