"Il Grande mazziere" di Massimo Spadetto, enjoy edizioni

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Leggo da qualche parte: se hai risposto a tutte le tue domande, significa che le domande che ti sei posto erano sbagliate. Fa più male infliggere dolore o riceverne? Ognuno avrà la sua risposta e ognuno la darà diversa dagli altri, mascherandola. Se uccidi – qualsiasi cosa tu uccida – è la preparazione all’uccisione a caricarti di adrenalina. Quando prepari un lungo viaggio e poi arrivi dove eri diretto, tutto finisce lì. Alla stessa maniera, se muori sono gli attimi che precedono la morte quelli che senti, rivivendo in un lampo tutta la tua vita; ma poi la tua vita non c’è più e tu con lei.

Il dolore è un’altra cosa e non confina nemmeno di un universo con la morte. Il continuo stillicidio che puoi procurare o ricevere può non avere mai fine e puoi scappare ovunque ma il dolore verrà con te anche fino in Patagonia… Dove attualmente vivo. Esiliato da me stesso per aver creduto nella verità che supponevo tale.     A presto

 

Comincio la recensione riportando il primo capitolo di questo bellissimo libro di Massimo Spadetto, “Il grande mazziere”, enjoy edizioni. Un capitolo che fa già percepire in poche righe quale è lo spirito di tutto il romanzo. La storia di Max è quella di tanti ingegneri orientati nella carriera e preoccupati di raggiungere il successo, l’affermazione. Tipico desiderio dell’età giovanile. Un giorno Max incontra la Bolognese Silvia, tra i due c’è una grande attrazione sessuale che li porterà al matrimonio e alla nascita di un figlio. Sottolineo questo aspetto, perché tutto sommato non sembra che tra i due ci sia del vero amore, e la cosa emerge in seguito. Max e Silvia subito dopo il matrimonio decidono di vivere in un appartamento a Milano, dove Max lavora, fino al giorno in cui il suocero di Max, persona molto ambigua e inquietante già dalla sua prima apparizione nella storia, prepara una lussuosa villa per la coppia e il nipotino nella zona di Bologna, dove i genitori di Silvia vivono ancora. Max vorrebbe rifiutare, sia per una naturale e spontanea antipatia nei confronti del suocero, ricambiata dal suocero stesso tacitamente e mascherata da un falso atteggiamendo di condiscendenza, sia perché in cuor suo percepisce qualcosa di strano. Max comincia il suo nuovo lavoro come ingegnere nella ditta del suocero, una ditta piuttosto grossa da quel che si può capire, con maggiori oneri e responsabilità. I ritmi di lavoro, a lungo andare sembrano minare sempre di più il sistema nervoso di Max, a un certo punto qualcosa si rompe anche nella sua relazione con Silvia. Il tempo da dedicare alla famiglia diminuisce sempre di più, e una strana sensazione di essere controllato e manipolato dal suocero lo fa vivere in un perenne stato di inquietudine. Ricchezza, successo, prestigio, comportano nervosismo, infelicità, insoddisfazione, un’equazione ormai testata da molti, che dà i risultati che tutti conoscono, eppure tutti continuano a rincorrere come polo centrale della loro vita. Purtroppo l’odio del suocero nei confronti di Max si rivela con tutta la sua ferocia attraverso un avvenimento che lo farà precipitare dolorosamente nel baratro. Quando si tocca il fondo, si impara a capire quali sono i veri amici. E’ doloroso scoprire che le persone che pensavi che ti volessero bene ti voltano le spalle, ancor di più com’è capitato a Max, che a voltargli le spalle è proprio Silvia, che a un certo punto gli rivela: “Io non ce la faccio, mi sono innamorata di un altro”. Max perde tutto. Quello che mi ha piacevolmente colpito, è la grande capacità di reagire del protagonista, che rivela una prorompente forza interiore, un ostinato ottimismo, una solida autostima. Io credo che altrimenti Max non ce l’avrebbe fatta a sopravvivere a tanto dolore, e a riuscire a voltare pagina con così tanta decisione, risalendo dal fondo dov’era precipitato. Comincia a comparire quindi il Grande Mazziere, cioè Dio, che Max descrive in modo anche divertente:

 

Quando per la prima volta varchiamo la materna vagina a veder la luce, nel momento esatto in cui emettiamo il primo vagito, accettiamo le carte per vincere… Il grande Mazziere è colui che ci offre la prima e unica mano, non si possono cambiare le carte e non si può barare. Lui conosce perfettamente le carte che possediamo… Sa anche che nel tempo a venire potremmo imbatterci in altri partecipanti al gioco della vita, ai quali sono state assegnate carte migliori o peggiori delle nostre… Ma al Grande Mazziere non interessa. Lui vuole solamente che ognuno di noi abbia la possibilità di giocarsi la propria vita come meglio crede…

 

Bellissime parole, ironiche e incisive che rendono in chiave molto semplice il senso della vita. Da far leggere a tutte quelle persone che, rose da invidie, passano la vita a osservare ogni tuo successo sperando in una tua caduta, e sprecano così il loro tempo invece di entrare in sé stesse per scoprire le meravigliose carte di cui il Grande Mazziere le ha pure dotate.

La risalita di Max comincia in Patagonia, dove decide di vivere dicendo addio alla sua ex famiglia. Un addio doloroso che non può non commuovere, soprattutto nel momento in cui si rivolge al suo bambino con cui egli ha sempre avuto uno splendido rapporto.

In Patagonia Max scopre un’altra dimensione della vita, godendo delle cose semplici ed essenziali di una vita vissuta giorno per giorno. Scopre il valore della vera e calda amicizia, la bellezza della natura, ma soprattutto incontra la giovane, bellissima e focosa Nora. Comincia una nuova vita, più sobria, più reale, lontana dalle illusioni della società industrializzata che propina il suo velenoso oppio ai poveri illusi, che calpestano, imbrogliano, deridono e scherniscono per il prestigio, la ricchezza, il potere, convinti che queste cose aggiungeranno anche un solo minuto alla loro inutile vita.

Non ho ben capito se questo romanzo è una specie di autobiografia, in tal caso non posso che manifestare a Massimo tutta la mia ammirazione per la sua grande forza d’animo che gli invidio un po’. Caro Massimo, in questo momento mi sento di dirti che Il Grande Mazziere ti ama tanto, che aiutare a rialzarsi da terra chi è caduto è una Sua peculiarità, che spesso, se sappiamo avere pazienza ci ridona il centuplo di quanto abbiamo perso, e che la sua carta vincente è la Misericordia. Se questa storia è inventata in ogni caso mi complimento con te, perché l’hai inventata in modo fin troppo convincente, e comunque, da pseudo scrittore so che per quanto inventata possa essere una nostra storia, racchiude ed esprime sempre una nostra verità profonda.

Con tanta stima e un sincero sentimento di amicizia, spero di aver sufficientemente onorato il tuo bellissimo libro, aspettando con pazienza dell’altro.                                

Cari amici, avrete capito che consiglio vivamente a tutti voi di leggere questo libro, e vi comunico che: “Il Grande Mazziere” sarà presentato Sabato 17 novembre alle ore 17.30 a Treviso presso il “Supermercato del libro”, via Castellana 37 L/M, info tel. 0422 432752

                                                                                                                                  Luca.http://lightstorage.ecodibergamo.it/media/2012/05/358065_796646_Immagine_13854267_medium.jpg

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