"Il sole dei morenti" di Jean-Claude Izzo, edizioni e/o

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

A coloro che amano le letture forti, che coinvolgono la mente costringendola a profonde e dolorose riflessioni, e il cuore donando commozione che poi degenera inevitabilmente in qualche lacrima, consiglio vivamente la lettura di questo libro.

Si tratta dell’ultimo romanzo dello scrittore francese Jean-Claude Izzo, scritto prima della sua prematura scomparsa, pubblicato dalla casa editrice e/o, indubbiamente una delle migliori realtà editoriali italiane.

Il romanzo, ambientato tra Parigi e Marsiglia, narra la storia di Rico, un clochard reduce da un matrimonio fallito da cui ha avuto un figlio. La sua vita sembrava una vita bella semplice, innamorato della moglie Sophie, con un buon impiego, il figlio Julien, improvvisamente tutto comincia a declinare verso il basso, fino al crollo totale. Rico non lavora più, comincia a bere, il rapporto con Sophie si fa sempre più difficile, fino alla dolorosa scoperta di non essere più amato e alla decisione di separazione.

Rico vive da barbone, alcool dipendente e accanito fumatore, incontra un gruppo di amici, tutti barboni come lui, e con uno di loro, Titì, instaura un rapporto d’amicizia molto forte. I due diventano inseparabili, fino al giorno in cui Titì muore lasciando Rico solo.

Il romanzo prosegue evidenziando tutto lo squallore di una vita ai margini di una società, costituita da persone in parte indifferenti, in parte solidali con i clochard, ma l’autore si inoltra in considerazioni piuttoso crude sul  destinohttp://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788876416101 della vita umana, come un percorso in cui “ognuno custodisce il suo pezzo di carne per difenderlo dalla malvagità umana”. Rico rivive la sua “vita precedente” tra rimorsi e risentimenti, con un desiderio di rivincita che si scontra con l’impotenza tipica di chi non gode di nessuna considerazione sociale e può solo suscitare negli altri sentimenti di disprezzo o di pietà. Vedendosi negata la possibilità anche solo di poter rivolgere la parola a suo figlio Julien, Rico decide di tornare a Marsiglia, dove aveva vissuto in gioventù, per incontrare ancora Léa, una donna con cui ha avuto una relazione in passato. Il viaggio si rivela più faticoso del previsto, tra contrattempi, incontri con gruppi violenti di Skineads, con l’abuso di potere, troppo facile da esercitare verso i deboli di alcuni poliziotti, con prostitute e magnaccia.

A Marsiglia Rico incontra Abdou, un barbone immigrato, tredicenne. Si scopre che Abdou è il vero protagonista del romanzo, e che tutto quanto raccontato precedentemente era frutto della voce narrante di Abdou. Tra i due nasce un’amicizia molto profonda, che sconfina in una rapporto padre-figlio. Abdou trova in Rico il padre che non ha, Rico ritrova in Abdou il figlio che gli è stato crudelmente negato. Il finale ve lo lascio scoprire.

Questo romanzo è indubbiamente triste e racconta una realtà piuttosto squallida. Ma è sicuramente una realtà che non si può continuare a ignorare, e di questi tempi, ci si rende conto di quanto la vita è veramente precaria, di come le cose cambiano tanto velocemente da lasciarci spesso disorientati e impotenti davanti all’incalzare degli avvenimenti. Rico, potremmo essere noi, e visto come stanno andando le cose dal punto di vista economico ultimamente, non c’è di che meravigliarsi di fronte a una realtà che forse ci appare meno lontana di un tempo.

Ma questo romanzo sottolinea anche l’amore puro, l’amicizia e la solidarietà, che pure riesce sempre a sopravvivere in mezzo all’odio, alla violenza e all’emarginazione, e che riporta il lettore a quello che è il vero senso della vita, e il vero bisogno del cuore dell’uomo: l’amore. Sì, lo so che sono un po’ ripetitivo, ma è inutile che continuiamo a fingere di non saperlo: l’unica cosa essenziale alla vita e alla felicità è l’amore. Volenti o nolenti.

                                                                                                            Luca.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post

Pablo 04/02/2012 19:59

Veramente splendido questo libro, uno dei migliori che ho letto. Commuovente, triste, io però non ho visto molta positività. E' un libro che non lascia spazio a speranze particolari.