"Il treno dell'ultima notte" di Dacia Maraini, recensione.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Emanuele è un bambino ebreo di origine austriaca che vive con la sua famiglia a Firenze. Sveglio, molto vivace, ribelle, si arrampica sugli alberi e corre spericolatamente con la bicicletta, e con questo suo carattere esercita un fascino irresistibile su Amara, una bambina più giovane di lui che diventa presto la sua migliore amica.

I due tuttavia sono destinati a separarsi: il nazismo e la persecuzione degli ebrei, costringono la famiglia di Emanuele a trasferirsi in Austria, loro paese di origine, convinti per questo motivo di essere maggiormente al sicuro. Purtroppo non sarà così. Emanuele e Amara manterranno vivo il loro rapporto d'amore con meravigliose e profonde lettere. Attraverso esse Amara assiste da lontano alla cattura del ragazzino con i suoi familiari e alla reclusione nel ghetto di Kòdz'. In quelle lettere traspare tutta la rabbia, la disperazione, il terrore e la paura di un futuro sempre più incerto e di una vita sempre più in pericolo, tra malattie, pestilenze, fame, malnutrizione, un macabro odore e sapore di morte, fino alla deportazione ad Auschwitz, e da quel momento il ragazzino smette di scrivere e Amara perde ogni contatto con lui.

Diventata adulta Amara si sposa con un uomo che sembra non amarla in realtà, mentre anche lei sembra prigioniera del ricordo e della nostalgia di Emanuele. Il matrimonio fallisce, e Amara decide di partire alla ricerca di Emanuele, seguendo la sensazione che il ragazzino sia ancora vivo. Con questa speranza nel cuore, attraversando l'Europa nel 1956, oltre la cortina di ferro su un treno malridotto, in un periodo molto buio della guerra fredda e con le lettere del piccolo Emanuele come unico indizio, Amara percorre le strade di Vienna. Durante il viaggio che la porterà fino a Budapest, proprio nei giorni in cui scoppia la rivolta degli ungheresi, Amara intreccerà una relazione con Hans, "l'uomo delle gazzelle" che a un certo punto non nasconde il suo innamoramento per lei. Tuttavia il pensiero di Amara sembra rivolto totalmente al suo amore d'infanzia Emanuele, un amore che, sia che il bambino, ormai diventato uomo, sia ancora vivo o no, si rivela un fantasma del passato. Riuscirà Amara a ritrovare il suo amico d'infanzia? Come finirà con Hans?

E' bene che non sia io a rivelare il finale. Questo stupendo romanzo di una stupenda Dacia Maraini che io amo molto come scrittrice, è un duplice viaggio: uno sui sentimenti, sulle sensazioni che nascono dal cuore che spingono a sperare contro ogni evidenza, e pur continuamente scoraggiate e smentite dai fatti, non smettono mai di far sentire la loro presenza, spingendo ad agire e muoversi al buio, senza sapere dove tutto finirà. L'altro è un viaggio storico nella catastrofe e nell'abisso in cui è precipitato il Novecento, attraverso a prove di orrori con cui l'umanità si è macchiata, e, incapace di imparare dalla storia continua a macchiarsi tutt'ora. Da leggere, piangere, imparare e, in alcuni punti, persino da meditare.

 

                                                                                                                 img014.jpg                                                            Luca.

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