"La sesta corda" di Fulvio Luna Romero. Piazza editore.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

A volte mi chiedo: ha senso recensire un giallo? Perché il rischio è quello di raccontare la trama in modo troppo dettagliato al punto di rovinare la sorpresa al lettore, e magari svelarne involontariamente il finale.

Per questo mi limiterò a raccontare la trama in modo sommario, e mi soffermerò di più in quelle che sono le sfumature del nuovo romanzo di Fulvio Luna Romero. Il protagonista è sempre il detective quarantenne trevigiano Carlo Caccia, affiancato dal suo amico e aiutante Zottarelli, ex dipendente della Digos che ha deciso di licenziarsi per dedicarsi a tempo pieno alla collaborazione col suo amico. (Oops! Ho già rivelato anche troppo). La storia inizia con la fuga in auto di un uomo per le strade di Treviso, inseguito da un misterioso killer. Fuga che si concluderà tragicamente per il malcapitato che sarà ucciso con una corda di chitarra. Carlo Caccia e zottarelli si troveranno involontariamente coinvolti in questo omicidio, dal momento che la vittima, sentendosi perseguitata dall’assassino aveva chiesto a loro protezione, purtroppo inutilmente. L’indagine si rivelerà molto complicata, e l’omicidio si riallaccerà ad altri commessi con lo stesso metodo, che farà comprendere ai due detectives di trovarsi di fronte a un vero e proprio serial killer.

Situazioni intricate, scoperte sconvolgenti e colpi di scena si susseguiranno come in tutti i gialli che vedono Carlo Caccia protagonista. Le indagini portano il detective ad Alleghe, con la cornice delle meravigliose Dolomiti. Non mancano nel romanzo le descrizioni dei paesaggi e dei passi dolomitici quali il Sella, il Falzarego, il Pordoi e altri, che compongono una zona meravigliosa che non ha nulla da invidiare a tutte le grandi meraviglie del mondo.

Il quarantenne Carlo Caccia, sembra tutto sommato più tranquillo che nei romanzi precedenti, o quanto meno sembra aver trovato finalmente un equilibrio soprattutto nella sua relazione con la fidanzata Azzurra (anche se, spero di sbagliarmi, ma ho la sensazione che non durerà).

Indubbiamente le avventure di Carlo Caccia sono appassionanti, e anche un po’ inquietanti per un trevigiano come me, perché Treviso è sempre stata una cittadina relativamente tranquilla. Sì, forse un tempo lo era di più, ma è sicuramente ancora lontana dalle realtà delle grandi metropoli. Tuttavia Fulvio Luna Romero rende veramente onore alla marca trevigiana, esaltandone la bellezza del territorio, il valore culturale, nonché le caratteristiche culinarie ed enologiche. C’è poco da fare, a Treviso si mangia bene, e si beve molto bene. Treviso andrebbe riscoperta e valorizzata molto di più dal punto di vista turistico, perché è veramente un gioiellino della pianura Padana, e ha molto da offrire anche ai turisti stranieri.

Come nei gialli precedenti, anche in questo l’autore usa un linguaggio molto semplice,vivace, diretto ed efficace. La lettura è avvincente ma anche divertente, i personaggi sono vivi, coivolgenti, ognuno di noi si può riconoscere in qualcuno di loro. Carlo Caccia è un personaggio che oscilla tra i disvalori del consumismo, e i valori più profondi del cuore, non mancano mai nei romanzi considerazioni profonde, e sentimenti umani come l’amicizia, la solidarietà, e in alcuni casi anche le disperazioni e le rabbie.

Pubblicato da quella che è forse la realtà editoriale più importante del trevigiano, cioè da Piazza editore, cosa posso dire per concludere?

Grazie Fulvio, per l’onore che fai alla nostra Treviso, e per regalarci momenti di divertimento ma anche di riflessione. Sei un Narratore con la “N” maiuscola.                                                

                                                                            Luca.

http://www.piazzaeditore.it/wp-content/uploads/2011/10/La-sesta-corda4.jpg

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Paola 04/05/2012 08:53

Bel libro e bella recensione! Complimenti a tutti e due