Libertà e dipendenze.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

"Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, nè per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, nè raccolgono nei granai, eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?

E chi di voi per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro...Non preoccupatevi dunque dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Il Padre vostro celeste sa di cosa avete bisogno. Cercate anzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di sè stesso. A ciascun giorno basta la sua pena." Mt 6, 25-34.

 

Questo è uno dei miei passi preferiti di tutto il Vangelo. Leggendolo, vengo avvolto da una splendida sensazione di libertà. Le parole di Gesù, sono sempre fresche, vive e quanto mai attuali, soprattutto in un periodo di grande disorientamento e incertezza come questo. Libertà, meravigliosa libertà.

E' necessario però fare qualche precisazione sul testo, perché il rischio è quello di pensare che Gesù esorti noi tutti al menefreghismo, al vivere la vita con superficialità, senza impegno, affidandoci a una sorta di fatalismo, ma in realtà non è così. Il bisogno di mangiare è vitale, e anche quello di vestirsi non è trascurabile. Di per sè Gesù parla di due aspetti positivi e legittimi della nostra vita. e Lui non vuole certo negare la loro importanza. Quello contro cui Gesù ci mette in guardia, è la DIPENDENZA. La dipendenza è quella cosa che ci porta completamente fuori strada e ha la capacità di trasformare la nostra vita in un inferno. La dipendenza è quella cosa che invece di farci mangiare per vivere, ci fa vivere per mangiare, e ci convince del fatto che il vestito è così importante, da far passare la vita stessa in secondo piano.

Francamente io credo che ognuno di noi abbia le sue dipendenze. Posso provare ad elencarne alcune, ma in realtà ogni cosa può creare dipendenza, in base a come noi la viviamo.

La dipendenza economica, è una delle più classiche. La ricchezza, di per sè stessa non è una cosa negativa, Gesù non lancia questo messaggio. La ricchezza è sicuramente positiva, perché può  far vivere a me e ai miei familiari una vita più agiata, può consentirmi di aiutare chi è in difficoltà. Se io la vivo con libertà, può veramente essere un mezzo efficacissimo di aiuto. Il problema si crea quando io faccio della ricchezza un idolo, senza di essa non posso vivere. Ho bisogno di soldi, soldi, soldi, e per questo vivo male, perché quello che possiedo non è mai abbastanza, e per ottenere sempre più ricchezza sono disposto a schiacciare gli altri, e rovino i rapporti con loro perché li vedo come dei pericoli che possono portarmi via la cosa più importante della mia vita. Chiediamoci senza ipocrisie cosa c'è alla base di questa grande crisi che ha colpito il mondo. Non è forse l'aver fatto del denaro un idolo che ha innescato il processo che ci ha portati dove siamo arrivati?

La dipendenza affettiva, beh, qui ce ne sarebbe da parlare... Una persona diventa così importante per me, da non poter vivere senza di lei. E sto male se quella persona non fa quello che voglio io, non si comporta come vorrei, e invece di rispettare la sua libertà, le rendo la vita impossibile, al punto tale da causarne l'allontanamento. Le dipendenze affettive sono alla base di tanti rapporti malati e di tante famiglie disgregate. Genitori che hanno grosse aspettative sui figli, e li possiedono a tal punto da renderli succubi, schiavi e incapaci di prendere le proprie decisioni. D'altro canto abbiamo anche l'inverso: figli eccessivamente attaccati ai genitori al punto da non crescere mai. Ci sono anche quarantenni o cinquantenni che fanno di tutto per tenere la mamma tutta per sè, magari allontanando i fratelli e rovinando i rapporti con loro. "Se non sento la mamma almeno una o due volte al giorno per telefono, sto male. Se la mamma non fa quello che voglio io, sto male. Ogni momento libero che ho lo dedico alla mamma..." Certo, finchè gli altri fanno quello che vogliamo noi, non c'è nessun problema, ma i dolori nascono quando gli altri manifestano più o meno apertamente il desiderio di essere liberi. Lì cade il palco. Oppure quando i nostri genitori, che non sono destinati a stare a questo mondo in eterno, vengono a mancare. Ma la dipendenza può essere rivolta verso qualunque persona: al partner, a un amico, a un parente qualunque. Non sto esagerando. E' la realtà che  vivo e vedo ogni giorno. Invece di considerare gli altri dei doni che il Signore ci ha fatto per farci sentire meno soli nel cammino della nostra vita, e di rispettarli e amarli per quello che sono, noi vogliamo possederli, vogliamo costringerli a fare la nostra stessa strada, nascondendo il nostro egoismo con falso amore.

Perchè amare verfamente significa accogliere, condividere, rispettare, donare gratuitamente, e il vero maestro è colui che rende libero, non colui che lega a sè.

Dipendenza alla salute, sono così concentrato sulla mia salute, e sono così attento ad ascoltare tutti i sintomi che il mio corpo mi presenta, che ogni giorno vado dal dottore perché sono convinto di essere malato, e l'ossessione mi porta a sentire sintomi immaginari come fossero reali. La vita diventa un inferno. La vita è più importante della salute stessa .Meglio vivere con qualche acciacco in più, ma una dipendenza in meno.

 

Potrei andare avanti all'infinito a parlare delle dipendenze. Io ne sono pieno fin sopra i capelli, e il rendermi conto di questo mi ha fatto scrivere "Il sentiero della libertà", che come ho già detto è la strada che ogni giorno devo compiere per diventare veramente me stesso. Sì, perché le dipendenze influenzano molto le nostre scelte e ci impediscono di essere veramente noi stessi.

Gesù parla chiaro: il fare esperienza del suo amore rende liberi, perché quando sperimenti l'amore che Dio ha per te, ti accorgi che non esiste nulla nella vita che ti possa dare quello che Lui ti dà.

Nessun essere vivente nella tua vita sarà mai stato capace di amarti come ti ama Lui, e questo ribalta completamente i valori della tua vita, rimettendoli ognuno al proprio posto. Il posto giusto. L'amore del Signore ci rende consapevoli, responsabili e soprattutto liberi!

 

Concludo questo mio lungo post segnalandovi due recensioni al "Sentiero della libertà" apparse su due siti. Sono due recensioni veramente molto belle e meritevoli di essere menzionate e commentate ringrazio veramente con il cuore i due recensori che le hanno scritte. Non ho parole davvero!. Di seguito vi allego i link.

http://www.sololibri.net/Il-sentiero-della-liberta-Luca.html

 

http://www.recensionilibri.info/recensioni/narrativa-italiana/il-sentiero-della-liberta-di-luca-favaro.html

 

Un grazie a tutti voi miei cari amici e a presto!

                                                                                                                                Luca.

 

 

 

 

 

 

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Paola 12/13/2011 09:07

Caro Luca, hai scritto un bell'articolo. Quel passaggio del vangelo fa riflettere molto. Complimenti anche per le recensioni che danno al tuo nuovo libro! Avanti tutta! E noi aspettiamo il terzo
:-) ormai sei lanciatissimo!!! Un abbraccio