"Morti, amanti e funerali" di Matteo Gennari. Edizioni Abelbooks

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Mai il titolo di un libro fu più azzeccato di questo: Morti amanti e funerali, perché è proprio di questo che si parla in questo romanzo. La storia è di Costanza e la sua famiglia formata dalla madre Silvana, il padre Edgardo e i fratelli minori Paolo e Ludovica. La famiglia Giardini, titolare di un’ agenzia di pompe funebri in Pesaro con una succursale a Milano. La famiglia Giardini può sembrare all’inizio una famiglia felice, dove regna l’amore e la serenità. Si scopre a un certo punto che Edgardo, il padre di Costanza ha una relazione con Francesca, la segretaria della succursale di Milano. La moglie Silvana un giorno, all’insaputa dei due, scopre la relazione e, costretta a subirla in silenzio per il bene dei figli, decide di stare in silenzio sul serio, trincerandosi dietro a un ostinato mutismo che durerà parecchio tempo e preoccuperà non poco i familiari. Ad un certo punto Silvana esce allo scoperto, ricomincia a parlare e rivela a tutti di essere a conoscenza della relazione clandestina del marito con la segretaria. I due si separano, e Edgardo va a vivere a Milano con Francesca, mentre Costanza, Ludovica e Paolo rimangono con la madre. A soffrire più di tutti del distacco dal padre è proprio Costanza, che sembra legata a lui da un filo sottile e da un profondissimo amore. Edgardo, a seguito di non uno, ma ben due incidenti stradali rimane in coma per un po’ di tempo, e al suo risveglio scopre, diventandone gradualmente consapevole,  di essere in contatto con il mondo degli spiriti. Costanza nel frattempo cresce, convinta di poter guidare gli avvenimenti della vita attraverso i suoi desideri, reduce di una storia d’amore che le causerà molta sofferenza, col tempo diventerà la titolare dell’agenzia funebre, anche se sembra intenzionata al più presto ad abbandonare l’attività familiare. Edgardo e Francesca si separano, e lui torna a vivere con la sua famiglia. Certo Costanza soprattutto ne è felice, il resto della famiglia un po’ meno, perché Edgardo passa il suo tempo parlando con gli spiriti, vivendo in un mondo collaterale e scrivendo il frutto dei suoi dialoghi con l’aldilà in un diario che Costanza e Ludovica leggeranno in futuro scoprendo verità sconcertanti, come lo è il finale del romanzo. L’unica che, pur tacitamente riesce a comprendere il padre in qualche modo è proprio Costanza, che col tempo scoprirà di avere anche lei la dote di essere in contatto con altre entità, ma che come il padre sembra vivere una vita piena di delusioni e infelicità. Costanza conosce Fabrizio, che diventa suo marito, anche se lei prima del matrimonio lo tradirà con un artista. Dal loro matrimonio nasce Luca, dopo una gravidanza molto difficile ehttp://2.bp.blogspot.com/-FnLpDLKUAMM/T-lj56X9WYI/AAAAAAAADAc/QGBU64zxiA4/s320/morti+amanti+e.PNG travagliata, anche perché Fabrizio scopre il tradimento della moglie e cede alle braccia di Francesca, ex amante di Edgardo, mentre poi, tra i due si insinuerà Paolo, il fratello di Costanza e Ludovica, che ricatterà Francesca di rivelare alla sorella la relazione amorosa ottenendo in cambio del silenzio vari piaceri sessuali… insomma, questo romanzo, letto così, fa proprio girare la testa. Lo stile di Gennari è davvero superbo, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a un libro dal grande spessore narrativo, ma la storia della famiglia Giardini è proprio degna della saga della celebre famiglia Ewing di Dallas. Tuttavia leggendolo in  una chiave più profonda si rivela in realtà molto più interessante di quanto potrebbe sembrare. La morte fa da sfondo a tutto il romanzo in tutti i suoi aspetti. L’aspetto puramente materiale, anche il più squallido, con la freddezza dei corpi senza vita, il dolore dei familiari trattato solo apparentemente con rispetto da parte dell’agenzia per non perdere i clienti e per acquisirne sempre di nuovi vista la crescente concorrenza. La morte ricercata, come fine alle sofferenze dell’anima, oppure suggerita dagli spiriti che spingono al suicidio. La morte interiore che fa cadere nel buio e nella desolazione di una vita senza amore, piena di dolore, incomprensioni, di solitudine. La morte morale, con rapporti sessuali consumati nei luoghi più insoliti e persino blasfemi. La morte delle emozioni, che porta a fare del male e a cercare la vendetta attraverso la crudeltà e lo squallore più desolante. Ma la morte è vista anche come un momento di passaggio che collega due vite, due mondi. Il mondo degli spiriti che, nel romanzo interagisce continuamente con il mondo dei vivi, insegna proprio questo: esiste un’altra vita dopo la morte. Quello che personalmente mi ha sconcertato di questo romanzo, è l’apparente incapacità dei protagonisti, di fare tesoro di così tanta grazia ricevuta. Proprio loro che hanno ricevuto in dono la possibilità di comunicare con gli spiriti, invece di farlo fruttare in senso positivo, si abbandonano alle povertà e nefandezze tipiche della natura umana. Questo almeno per quanto riguarda Costanza. Edgardo infatti, dopo gli incidenti e la sua relazione con gli spiriti, inizia a credere in Dio, e comincia soprattutto ad affezionarsi alla sua famiglia, scoprendone la grande ricchezza e il profondo affetto che lo porta a cercare almeno di aiutare i figli ad evitare i suoi stessi errori. Alla fine, il lato più umano, più affettivo emerge, e anche questo romanzo, seppur tacitamente, sottolinea l’aspetto fondamentale della vita: l’amore.

L’amore se soddisfatto, è la gioia più piena della nostra esistenza. Se ignorato, si trasforma nella sofferenza più dolorosa dell’anima. La mancanza d’amore provoca quel dolore lancinante al cuore, che fa perdere il senso della sacralità della vita.

Cristianamente parlando, l’amore è stata l’arma che ha permesso a Cristo di sconfiggere la morte.

Mi permetto di concludere con una domanda: se proviamo ad andare alla radice di tutti i mali, le crisi e i problemi del mondo, quanti di essi potrebbero essere causati dalla mancanza d’amore?

Ciao a tutti voi cari amici e alla prossima.

                                                                                                                          Luca.

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