Papa Giovanni XXIII

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Avrei dovuto pubblicare questo articolo qualche giorno fa, il 25 novembre per l'esattezza perché era l'anniversario della nascita di Angelo Giuseppe Roncalli, meglio conosciuto dal mondo come Beato Papa Giovanni XXIII, ma si sa, la mancanza di tempo spesso costringe a rimandare i progetti a un altro momento.

Angelo Giuseppe Roncalli è nato a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo il 25 novembre 1881, ed è stato battezzato quello stesso giorno presso la Chiesa di Santa Maria Assunta, tutt'ora esistente a Sotto il Monte. Fin da piccolo ha manifestato attrazzione per lo studio e per la sua parrocchia, nonché una forte fede in Dio che lo porterà a frequentare nel 1892 il Seminario minore di Bergamo. Questa decisione aveva ai tempi creato un certo scalpore nella sua famiglia, più che altro perché i Roncalli erano molto poveri, e non erano in grado di sostenere le spese della retta e degli studi. Fu lo zio, Barba Zaverio, uomo dal carattere esigente e duro, ma che aveva con il piccolo un rapporto particolare a decidere di sobbarcarsi con non pochi sacrifici tutte le spese. Dopo vari passaggi obbligatori per chi intraprende la strada del sacerdozio, Roncalli sarà ordinato sacerdote a Roma il 10 agosto 1904. Negli anni a seguire, fu nominato segretario del monsignor Giacomo Maria Radini Tedeschi, eletto vescovo di Bergamo, uomo dalla fede molto forte, particolarmente impegnato nella difesa delle classi sociali più deboli, soprattutto della classe operaia. Indubbiamente Angelo si lega molto  a lui anche affettivamente, assorbendo un "imprinting" non indifferente per quello che sarà poi il suo modo di essere sacerdote, vescovo, Cardinale e Papa. Dopo aver partecipato alla guerra 15-18 come cappellano militare, nel 1925 sarà inviato il Bulgaria come visitatore apostolico, e vi rimarrà fino al novembre del 1934, quando sarà trasferito alla delegazione apostolica in Turchia e Grecia. In questo periodo della sua vita, leggendo le sue biografie, ci si può già innamorare di un uomo dalla fede di proporzioni indescrivibili. La sua dote particolare era quella di riuscire sempre a stemperare i climi particolarmente bollenti, era dotato di una notevole dose di diplomazia che lo portava a stringere amicizia con i pezzi grossi dei governi, traendo così vantaggi, non per sè stesso, ma per la parte più povera della popolazione. Roncalli era un vescovo assolutamente vicino a chi soffriva, non solo dando aiuti economici riducendo spesso sè stesso alla povertà totale e assoluta, ma anche con la sua presenza, con la sua figura che avvicinava chiunque con la simpatia, la dolcezza, il rispetto e la tenerezza. Tuttavia egli non era un uomo ingenuo, nè tanto meno stupido. La sua era una vera e propria strategia diplomatica, egli era indubbiamente un abile manipolatore, seppur a servizio del bene, dell'amore e della pace. La sua figura si rivelerà determinante in quei paesi dove spesso i cattolici erano discriminati, dove varie branche religiose più o meno cristiane si scontravano spesso con sanguinose rivolte e guerre, dove la religione predominante era comunque la mussulmana, e dove un governo dittatoriale aveva vietato ai preti cattolici di indossare l'abito talare. Questo per capire come la vita per Roncalli in quegli anni non dev' essere stata per niente semplice, e come, pur tra mille difficoltà, palesamente dimenticato dal Vaticano che non gli concedeva il minimo aiuto economico, nè spirituale, da cui egli stesso a volte diceva di sentirsi abbandonato ed emarginato, egli riusciva a portare la pace dove c'era la guerra, e quando fu spostato per essere nominato poi nunzio apostolico in Francia, si allontanò da quei paesi con non poco dolore, mantenendo comunque amicizie che perdurarono anche nel periodo del suo papato.

Altro aspetto spesso taciuto di quel periodo, è che egli fu la salvezza per migliaia di ebrei destinati ai campi di concentramento e che trovarono in lui aiuto e protezione. Dopo esser stato nunzio apostolico in Francia fu nominato Cardinale a Venezia, e qui, basta visitare Venezia o altri paesi nel veneziano per comprendere quale impronta Roncalli ha lasciato. Lui era il cardinale della gente semplice. Rinunciava a tutti i privilegi di cui poteva godere per stare vicino alla gente. Andava in giro coi vaporetti chiacchierando con le donne che andavano a fare la spesa, con gli anziani, con gli emarginati. dava sempre il suo aiuto a chiunque si rivolgeva a lui, si recava nelle case per visitare gli ammalati, per portare fede, speranza, ma anche aiuti economici e alimentari. Si dice che il Cardinale, era così accessibile a tutti, che la gente in difficoltà spesso bypassava i parroci delle parrocchie per rivolgersi direttamente a lui.

Il 28 ottobre 1958 viene eletto Papa, e qui sappiamo tutti la sua storia. Doveva essere un Papa di transizione, qualcuno si era fatto forse ingannare dal suo aspetto  pacioso, ingenuo, credevano insomma che avrebbe obbedito a tutti mantenendo momentaneamente la Chiesa in stand by, in attesa dell'arrivo di qualcuno di più determinante, non si rendevano conto che dietro a quell'aspetto si nascondeva una mente brillante, intelligente, con una buona dose di sana furbizia, per fortuna illuminata da una fede sconcertante. Moltro bello il racconto del suo maggiordomo Guido Gusso, che narra di quando Roncalli aveva deciso di aumentare lo stipendio molto basso degli operai e degli impiegati del Vaticano, abbassandolo ai Cardinali e ai pezzi più grossi. Il maggiordomo disse: "Molti dei cardinali si opposero a questa sua decisione, anzi, alla fine li aveva tutti contro, ma alla fine, tutti hanno fatto come aveva deciso lui". Alla fine, mai nessun Papa scombussolò letteralmente la storia della Chiesa e influenzò anche la storia dell'umanità come fece lui, arrivando a fare previsioni che a distanza di anni si riveleranno profetiche, e che influenzeranno notevolmente lo stile e le decisioni dei Papi che gli faranno seguito. Egli è stato sicuramente un Papa storico, indimenticabile, e per molti, irripetibile. Oltre al Concilio Vaticano secondo, di cui ancor oggi non tutti hanno capito l'importanza, non è da dimenticare l'episodio del radio messaggio lanciato da lui il 10 settembre del 1960, quando America e Russia avevano i loro missili puntati sul mondo, sull'orlo di un conflitto nucleare che avrebbe causato miglioni di morti se non la fine del mondo stesso. Con quel suo messaggio di pace egli riuscì a raggiungere i cuori dei due capi, che ritirarono contemporaneamente i loro missili. A questo punto, mi chiedo


perchè la Chiesa non l'abbia ancora proclamato definitivamente Santo.

Il video che vi presento,è quello del celebre discorso fatto al balcone la sera dopo le celebrazioni di apertura del concilio. A detta del suo segretario Monignor Loris Capovilla, il Papa fu invitato ad affacciarsi al balcone per vedere lo spettacolo del fiume di fedeli con le torce accese in piazza San Pietro. Il Papa non aveva voglia di parlare, era molto stanco, sofferente a causa del male che lo stava ormai divorando. Appena vide lo spettacolo si commosse fino quasi alle lacrime e disse: "Va bene, mi affaccerò al balcone ma non dirò niente, ho già parlato anche troppo per oggi, mi limiterò a dare una benedizione". In quel momento ha regalato all'umanità uno dei discorsi più belli e commuoventi mai pronunciati da un uomo. Ascoltandolo, sentendo il tono della sua voce, è difficile non commuoversi. Io credo che veramente in quel momento Roncalli abbia prestato la sua bocca a Dio per consentirGli di lanciare il suo ennesimo messaggio d'amore. A mio avviso, la presenza di Dio è così evidente in quel discorso, da non lasciare molto spazio a altre interpretazioni, partendo naturalmente dal presupposto che uno sia credente. Ma sono convinto che nemmeno un non credente rimane insensibile di fronte a quelle parole.

Grazie Papa Giovanni. Sei stato, e sei tutt'ora un evidente e indiscutibile segno della presenza di Dio. Ti guardo, ti ascolto e penso a quanto bisogno ci sarebbe di te in questo tempo.                                         

                                                                                                                                        Luca.

 

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