Pubblicare, perché?

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Sono sicuro che chi ha la passione per la scrittura come me, si è trovato prima o poi di fronte a una grande difficoltà: trovare una casa editrice.

Spesso ci si deve rassegnare a un' attesa di mesi e mesi, e spesso con l'insicurezza del non capire se ciò che si ha scritto ha un valore oppure no.

Il problema è proprio questo. Ci sono case editrici che ti rispondono dopo mesi, dicendoti semplicemente che il tuo lavoro, seppur di pregevole fattura non rientra nelle loro linee editoriali, e tu non capisci se questa frase significa: "hai scritto un bel libro, ma per vari motivi tipo mancanza di soldi da investire, oppure non crediamo che il tuo libro venderà perchè non sei sufficientemente famoso, noi non siamo in grado di pubblicarlo", oppure se la realtà nascosta dietro quella frase è semplicemente: "Hai scritto una grande cazzata, ma te lo diciamo con tatto e delicatezza, se smettessi di scrivere e saturare inutilmente il già inutilmente saturo mercato editoriale saremmo più contenti", o se peggio, dietro quella frase si nasconde un demoralizzante: "Abbiamo ricevuto il tuo manoscritto e dopo due minuti dalla ricezione era già nel sacco della carta. Non sei nessuno e per questo non ce ne frega niente di leggere quello che scrivi".

Dall'altro lato ci sono le case editrici che ti rispondono dopo tre settimane, quindici giorni, ma a me è anche capitato dopo tre giorni dall'invio del materiale. Lodano smisuratamente il tuo lavoro dicendo che diventerai una firma prestigiosa nella storia dell'editoria italiana, e, non è da escludere, straniera. Non una parola che ti faccia comprendere se hanno veramente letto il tuo testo. E poi la fucilata: 3000, 5000 o anche 10.000 euro di richiesta di contributo. Non voglio entrare in merito al fatto del già abbondantemente discusso problema del contributo economico dell'autore o meno. Il problema sta nel fatto che tu novello scrittore, non riesci a capire se hai talento o no. Le grosse case editrici se non hai un nome famoso non ti fumano nemmeno, e ho letto un paio di libri di personaggi famosi trovandoli estremamente desolanti! E' palese ormai che in una società che pensa solo ad arricchirsi, non c'è più bisogno dell'arte vera e di qualità, non è un caso se i libri di poesia hanno un mercato molto vicino allo zero.

Le case editrici medio-piccole che non chiedono un contributo all'autore, è chiaro che hanno parametri di giudizio molto selettivi, anche se mi è capitato di leggere qualche libro edito da quest'ultime e trovarlo di dubbia qualità. Loro vivono vendendo i libri, prendendo una piccola percentuale sul venduto e, nonostante questo devono sopravvivere a una

grossa editoria che li schiaccia inesorabilmente. Ma anche tra queste ci sono case editrici che giocano sporco. Non chiedono un contributo all'autore, ma pubblicano il libro pubblicizzandolo il meno possibile, dando all'autore un paio di copie omaggio, e lasciandolo solo di fronte al difficile compito della promozione. E' chiaro quindi che l'autore se vuole promuovere il suo lavoro, è costretto ad acquistare copie da mandare a riviste, pertecipare a concorsi, e per

organizzare presentazioni. Anche questa è una subdola richiesta di contributro.

Ci sono case editrici che chiedono l'acquisto di copie da parte dell'autore, cercando così di rientrare una parte delle spese, ma che si comportano onestamente, cercando di aiutare lo scrittore a promuovere la proprio opera, facendo una adeguata selezione del materiale da pubblicare, coscienti che, pubblicare una stronzata non fa certo onore al loro nome, e che se un libro vende, ne guadagnano pure loro.

Ci sono poi le case editrici che chiedono migliaia di euro di contributo per la pubblicazione. Il loro ragionamento è semplice: in Italia si pubblicano centinaia di libri ogni giorno, gli scrittori sono in numero molto maggiore dei lettori, e quindi puntano a vendere  il loro prodotto agli scrittori. Non è il lettore il loro cliente, bensì lo scrittore.

Concludendo, che ci si trovi di fronte ad un tipo o l'altro di casa editrice, lo scrittore si trova di fronte al solito quesito non risposto: ho scritto qualcosa di interessante o no? E chi può dargli una risposta? Soltanto i lettori. A distanza di anni dalla tua pubblicazione, tu puoi avere la risposta a questa domanda.

Perchè non c'è niente di più bello di ricevere una mail da parte di uno sconosciuto che ha letto il tuo libro, e ti ringrazia perchè dalla sua lettura ne ha tratto giovamento. E' bellissimo sapere che ciò che hai scritto ha generato negli altri emozioni, sentimenti, positivi o negativi che siano.

Il problema sta nel fatto che al giorno d'oggi bisogna fare le cose solo per diventare ricchi e famosi, bisogna diventare delle celebrità a tutti i costi, non si fa più nulla per passione, amore, gratuità.

Se un mio libro venisse letto e apprezzato veramente anche da una sola persona, ciò basterebbe a farmi pensare che ne è valsa la pena pubblicarlo.

 

                                                                                                                                           Luca Favaro.

 

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Chiara Vitetta 04/11/2011 14:53


Ciao Luca,
non ne faccio una questione di qualità, perché credo che ci siano anche bei libri pubblicati a pagamento (sono molto rari, però!), ma è un problema diverso. Pagare non conviene sotto nessun punto
di vista, specialmente se di vuole fare della scrittura un mestiere.


luca 04/10/2011 21:38


Sono d'accordo in parte con te Chiara. Ma dimmi: tutti i libri che hai letto, pubblicati da case editrici che non chiedono un contributo, sono dei capolavori? E tutti quelli che hai letto
pubblicati da case editrici a pagamento sono delle schifezze?


Chiara Vitetta 03/28/2011 12:48


Io credo che pubblicare senza contributo sia già una risposta importante alla domanda: "ho scritto qualcosa di interessante o no?" perché un estraneo che deve investire soldi e fatica in un'opera
non sceglie certo qualcosa che non apprezza! E poi vengono i lettori, quelli che non ti conoscono personalmente e possono essere oggettivi nel giudizio. Ricevere le loro e-mail piene di entusiasmo,
complimenti o critiche è davvero bellissimo.