Recensione a "SONO QUELLO CHE VUOI" di ENRICA ARAGONA, edizioni LA GRU

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Nella vita, bisogna proprio dirlo, se ne vedono di tutti i colori, ma soprattutto se ne incontrano di tutti i colori. Ogni incontro, anche quello che crediamo più insignificante, lascia in noi qualcosa che, anche se noi non ce ne rendiamo conto, ci rende diversi. Ci sono tuttavia incontri che hanno il potere di sconvolgere totalmente la nostra esistenza, nel bene e nel male. Può capitare, per chissà quale gioco del destino, di incontrare quella persona che ha la capacità di far leva nei meandri più profondi del nostro inconscio, toccando tasti a noi sconosciuti, causando dentro di noi le burrasche più violente, liberando i nostri istinti più segreti, e scoprendo e mettendo a nudo le nostre più nascoste debolezze. Purtroppo quel genere di persone sanno esercitare un fascino così irresistibile, da renderci assolutamente indifesi, docili e manovrabili. Per loro daresti la tua stessa vita, rinunceresti agli affetti più cari, saresti disposto a spogliarti di ogni dignità per diventare un burattino senza volontà nelle loro mani.

Sono i cosiddetti “manipolatori”, persone che ho sempre sperato di non incontrare, ma che forse proprio per questo la vita mi ha messo spesso davanti. Possono far parte di qualunque ceto sociale, possono essere impiegati, operai, imprenditori, disoccupati, non conta la loro posizione, ma una cosa è certa: quando riescono a mettere mano nella tua vita, hanno il potere di distruggerti. Di questo sostanzialmente parla il romanzo di Enrica Aragona, “Sono quello che vuoi”, edizioni la Gru. La protagonista è Laura, una ragazza che vive in un appartamento di Roma con il suo fidanzato Stefano. Dopo essersi licenziata dal posto di lavoro per incompatibilità con il suo Direttore, spinta dalla rata del mutuo che, come sappiamo, non perdona, va alla ricerca di un nuovo impiego, e risponde a un annuncio trovato su internet di un’azienda “leader nel settore della ristorazione”.

Durante il colloquio incontra Aleksandar, soprannominato Alex, un giovane uomo dell’est che decide di assumerla. E’ chiaro che tra i due nasce qualcosa di molto forte, anche se Alex non lo manifesterà subito, mentre Laura perderà totalmente la testa per un uomo che diventerà il suo incubo peggiore, quanto la sua ossessione capace di esercitare in lei un fascino devastante, basato soprattutto sull’attrazione sessuale. La capacità di dominare di Alex, farà leva sul masochismo di Laura e sul suo bisogno di essere dominata, facendola precipitare lentamente in un abisso senza fondo. Laura entrerà in crisi, principalmente con sé stessa, soprattutto quando  si renderà conto del gioco perverso del suo carnefice, ma si scoprirà totalmente dipendente e incapace di difendersi. Quell’uomo possiede le chiavi per entrare nel più profondo di lei, e non esiste più alcun codice in grado di bloccarne l’intrusione.

Il desiderio di ribellarsi di Laura, si scontrerà con il suo inconscio bisogno di essere posseduta, maltrattata, oltre alla volenta attrazzione sessuale di cui Alex la rende vittima. Col tempo Laura sarà oggetto delle violenze psicologiche e sessuali più assurde, entrerà in crisi con il suo compagno Stefano, dapprima mentendo e cercando di nascondere il suo legame clandestino, poi cedendo e rivelandolo apertamente, lasciandosi trascinare dal suo carnefice, come la preda di una ragnatela si lascia uccidere dal ragno.

Due sono le cose che si possono fare in situazioni come queste: cercare la forza di reagire, ritrovando quel poco di volontà che ancora il carnefice non si è portato via, o morire. Quale delle due strade sceglierà Laura? Lo lascio scoprire a voi cari amici, il finale è veramente a sorpresa.

Nel mio libro “Il sentiero della libertà”, nel primo racconto “Il crisantemo bianco”, dedico quattro righe proprio alle persone che esercitano violenza psicologica, usando per loro parole poco edificanti. Ho sempre pensato che l’incontro con certe persone sia una vera e propria disgrazia. Oggi non la penso più così. Sono sempre più convinto infatti che, una persona che ha bisogno di dominare la vita degli altri facendo loro del male, è più debole delle sue stesse vittime. Come sempre il male, conosce solo vittime, non carnefici, perché il carnefice, è proprio la prima vittima del male. Come ho già detto prima, ogni incontro ha la sua importanza, e le persone che incrociamo nel nostro cammino non capitano sicuramente a caso. Spesso coloro che ti mettono in difficoltà, ti costringono a guardarti dentro, e possono costituire veramente un’occasione di consapevolezza e di crescita, certo non poco dolorosa, ma si sa, per arrivare alla cima della montagna, bisogna faticare molto, e anche rischiare a volte.

Il bello di Laura è che, a un certo punto, è costretta a mettersi di fronte a sé stessa, prendendo consapevolezza delle proprie debolezze, rivangando un passato segnato dal rapporto difficile con i suoi genitori e dalla morte del fratello per overdose,http://www.edizionilagru.com/images/sono_quello_che_vuoi_cover.jpg e realizzando che, l’unico modo per sopravvivere è prenderne le distanze. Arriva a scoprire insomma che proprio i suoi punti deboli hanno spesso guidato le sue scelte determinando molte situazioni che, apparentemente lei non voleva vivere. Si tratta in poche parole, di trasformare i propri punti deboli in punti di forza.

Enrica Aragona rivela il suo grande talento con questo romanzo, che vi assicuro, ti prende e non ti lascia tranquillo finché non l’hai terminato. L’ho letto in due giorni io, che sono straimpegnato e ho sempre poco tempo per leggere, anche se ho poi dovuto ritornarci con più calma per coglierne i passaggi fondamentali.

Vi assicuro che Enrica vi coinvolgerà nella lettura al punto da farvi divorare letteralmente una cinquantina di pagine alla volta generando in voi sentimenti forti e contrastanti quanti sono quelli vissuti dalla protagonista. In questo libro insomma, c’è tutto quello che in genere si chiede a un romanzo.

Bravissima Enrica, spero di poter leggere altri tuoi capolavori al più presto. Rivelandoti tutta la mia stima e la mia ammirazione, ti rivolgo un caro saluto, e a voi, amici e fedeli lettori del mio blog dico: grazie e alla prossima!

                                                                                                                     Luca.

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