Recensione ad "Alba blu", di Elisa Irene Anastasi, Enjoy edizioni.

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Cari amici, non è per niente facile recensire questo splendido libro. Più che altro è difficile catalogarlo in qualche genere particolare. Si tratta di una specie di viaggio nell’anima che si snoda attraverso quattro capitoli dedicati a tre protagoniste, più l’epilogo. I quattro capitoli si rincorrono a vicenda, alla fine l’ultimo richiama il primo dando quindi la sensazione non di un romanzo lineare con un inizio e una fine, ma piuttosto di un qualcosa di circolare dove finale e inizio si richiamano continuamente. E’ il circolo della vita che è un’alternanza continua di nascite, morti e rinascite.

Certo, voi a questo punto vi chiederete: “Ma di cosa parla questo libro?”

Il primo capitolo vede come protagonista Carla, madre, sposata con una vita semplice, normale che un giorno accompagnando il figlio a scuola incontra Annie Lou, una donna strana, apparentemente tenebrosa, ma in realtà molto positiva e solare, un po’ inconsueta e per questo oggetto di critiche da parte delle altre mamme. Carla rimane attratta da Annie Lou, e con la complicità di particolari avvenimenti le diventa amica, scoprendo un luogo meraviglioso chiamato “Alba blu”, una sorta di stanza magica, dove “Una donna per la prima volta ha la consapevolezza del suo essere donna, del suo essere solo donna, nient’altro che questo, non madre, non moglie, non figlia ma donna… Non mi ero mai rivista nuda in un contesto diverso dal mio letto… Per la prima volta, io mi guardavo da una prospettiva diversa nel più profondo del mio essere, nella parte più nascosta della mia intimità…”. Alba blu è un luogo fisico dove ogni donna può ritrovare l’essenza di sé stessa liberandosi momentaneamente di tutti i problemi più o meno gravi della quotidianità, trovandovi anche uno spazio per sfogare la propria creatività e far emergere le proprie emozioni. Si tratta di un luogo tanto fisico e reale quanto fantastico e spirituale. In un primo momento potrebbe sembrare una specie di fuga dalla realtà, aspetto questo che compare spesso nel romanzo: un desiderio di andare altrove, di fuggire, di ritrovare l’essenza della vita, ma poi prevale sempre il richiamo della vita quotidiana, che non ammette la fuga. I problemi vanno affrontati, e quand’è possibile, risolti.

I due capitoli centrali sono dedicati, il primo ai genitori di Annie Lou, due persone splendide che si amano profondamente, e che vivono una relazione basata sull’amore, la condivisione e la comprensione reciproca, il secondo è dedicato proprio a Annie lou, indubbiamente la protagonista principale del romanzo, nonché alla nascita del progetto “Alba blu”. A ventidue anni Annie Lou decide di iscriversi all’accademia delle belle arti, frequentando un ambiente assolutamente positivo e totalmente impregnato d’arte fin nelle minime sfumature. Durante l’accademia il professore Antonio le propone  di seguirlo per un periodo in Madagascar, e lì la ragazza scopre una vita assolutamente splendida, in perfetta armonia con i ritmi della natura e ridotta il più possibile all’essenziale. In Madagascar conosce Ivan, i due si innamorano e in seguito diventano marito e moglie. Con lo scopo di “catturare i colori del Madagascar”, Annie Lou ritorna con una profonda pace e armonia interiore, e crea quindi “Alba blu”, il famoso luogo aperto a tutte le donne che hanno bisogno di spazio per sé stesse, e che hanno la possibilità di trovare un valido aiuto e supporto per tutti i problemi quotidiani. Non si tratta di un luogo anomalo, di evasione, ma bensì una sorta di distributore di benzina dove ogni donna può fare rifornimento. Si intrecciano quindi storie di donne, amore, solidarietà, sorellanza e amicizia che contrastano le violenze e i tradimenti di una società che rincorre sé stessa in una folle corsa senza fine. Anche Alba blu conoscerà la sua crisi e si scontrerà con la parte peggiore dell’animo umano. Ne rimarrà distrutta, ma rinascerà più forte, luminosa e accogliente di prima.

Un romanzo per sole donne? Una sorta di femminismo? No. Gli uomini ci sono. Pochi ma ci sono, e sono anche molto determinanti. Il primo è il padre di Annie Lou, che dimostra un animo sensibile, buono, amante della natura e degli animali, ma con una pericolosa tendenza alla fuga dalla realtà, che arriverà a mettere in crisi il matrimonio, crisi comunque superata grazie al profondo amore tra i due coniugi, che si rivela la miglior medicina per tutti i mali.  Indubbiamente con il suo stile di vita influenzerà non poco il carattere di Annie Lou. Altro uomo importante è Antonio, il professore dell’accademia che porterà con sé la ragazza in Madagascar, aiutandola a crescere e far maturare il suo talento artistico. Ma l’uomo più importante probabilmente è il marito Ivan, che dimostra una saggezza davvero straordinaria. Quando in un momento di crisi profonda Annie Lou vorrebbe ritornare in Madagascar per vivere una vita più tranquilla e semplice, lontana dalla cattiveria della società civilizzata, lui la riporta alla realtà, esortandola a non cedere al desiderio di fuga, ma di accettare che il loro posto è in questa civiltà, dove proprio per la povertà di valori profondi, c’è maggior bisogno di qualcuno che non abbia paura di lottare per proporre l’amore, la solidarietà, e l’amicizia.

Meraviglioso il finale del capitolo che precede l’epilogo, con un fatto che si ricongiunge a un’ingiustizia subita dal padre di Annie quando lei era una bambina, che sembra dare frutto a distanza lanciando un messaggio splendido:

“…Tutto nella vita prima o poi si risolve, alle volte ci vogliono pochi minuti, alle volte anni, ma prima o poi tutto torna al proprio posto, è il richiamo naturale della vita”.

Bellissimo lo stile narrativo di Elisa Irene Anastasi, molto scorrevole ma anche molto profondo. In alcuni punti impregnato di un linguaggio poetico che commuove, illumina, diverte e coinvolge, il tutto coadiuvato dalla produzione tipica della Enjoy edizioni, sempre di alta qualità.

Come ho già detto all’inizio dell’articolo, non è per niente facile recensire un libro di questo tipo, non è facile renderne efficacemente il messaggio profondo. Meglio leggerlo lasciando da parte la razionalità, ma aprire invece il cuore a un vero e proprio viaggio nei luoghi più profondi dell’anima. A voi tutti quindi cari amici, ne consiglio la lettura, ma vi esorto a utilizzarne come chiave, solamente e puramente il cuore, per poterne gustare pienamente i numerosi aspetti.

 

Intervista a Elisa Irene Anastasi

 

Anche questa volta ho l’onore di avere come ospite nel mio blog, l’autore del libro, in questo caso l’autrice Elisa Irene Anastasi. Ciao Elisa, come stai? Per prima cosa grazie per aver accettato di essere intervistata nel mio blog.

Ciao Luca. Grazie a te, è un piacere per me.

In genere comincio le interviste dando qualche cenno biografico dell’autore, ma oggi ho voglia di fare una variazione sul tema, e per questo ti chiedo di essere te stessa a presentarti. Chi è Elisa Irene Anastasi? Com’è iniziato il tuo approccio alla scrittura, e di conseguenza al difficile mondo dell’editoria?

Dunque, allora… Elisa Irene Anastasi è una persona comunissima, una persona che ama la  vita e non sopporta le presunzioni, le prepotenze. Una persona che non ama stare ferma, ma allo stesso tempo ama soffermarsi, una persona che ha scelto di essere moglie, madre, ma anche donna, con questo voglio dire, e forse si evince anche dal romanzo che una scelta nella vita non esclude un’altra. Spesso si pensa che il matrimonio o i figli siano un punto di arrivo nella vita delle donne, magari senza nemmeno rendersene conto, le donne nel momento in cui partoriscono decidono di dedicare tutte le loro energie ai figli, e per carità, è bellissimo e meraviglioso, ma per poterlo fare al meglio, credo sia necessario non annullarsi. Che altro posso dire di me? Principalmente penso di essere una persona semplice, non amo gli sfarzi, non amo le ostentazioni, mi piace andare dritta al punto e preferisco la sostanza più che la forma, anche se ammetto che il mio lato un po’ creativo mi porta ad amare alcuni lati estetici, ma non dal punto di vista fisico. Nel senso che, non vado molto dietro la bellezza o all’ossessiva voglia di apparire perfetti che si trova spesso in giro. Non mi piace la gente che vuole apparire, mostrando cose che non servono come abiti firmati, macchine di lusso o cose di quel genere. Per quanto riguarda il mio approccio alla scrittura e al mondo dell’editoria, la mia storia è un po’ anomala. So che moltissime persone ci provano per anni e anni, per poi sentirsi dire sempre “No!” dalle case editrici, o peggio, “Sì, la pubblichiamo, lei però dovrebbe pagare le spese!” Ebbene io non ho vissuto niente di tutto questo, perché non mi era mai passato in mente di scrivere un romanzo, nonostante spesso appuntavo i miei pensieri, come credo buona parte delle persone, o scrivevo poesie appuntate qua e là nel mio quadernetto. Credevo sarebbero rimaste per sempre lì, per tutta la vita nel mio comodino, quando un bel giorno, per chissà quale giro di pensieri, lessi di un concorso letterario e decisi di partecipare, in silenzio, senza dire nulla a nessuno tranne che a mio marito. Lo vinsi, e da quel giorno la mia vita è praticamente cambiata, cominciai a scrivere “Alba blu” e lo inviai alla stessa casa editrice del concorso. Dopo qualche mese mi comunicò che mi avrebbe pubblicata. Che dire? Sono stata fortunata!

Mi piace molto il tuo romanzo, perché non è classificabile in nessun genere. Lo trovo molto introspettivo. Realtà e fantasia si susseguono continuamente e ci sono dei passi splendidamente poetici che regalano momenti di intensa profondità. So che la domanda può sembrare scontata, ma come ti è nata l’idea di questo romanzo?

Intanto grazie! Sono davvero felice che ti sia piaciuto. E’ molto introspettivo, lo hanno detto in tanti, io non ti saprei dire, lo trovo molto simile al mio modo di vivere. Io sto sempre a riflettere, a pensare, a guardarmi dentro e a cercare in me delle soluzioni. Faccio un continuo viaggio dentro e fuori dai miei pensieri. Anche la realtà e la fantasia che si susseguono, anche gli elementi onirici inseriti, non sono stati voluti, in me queste cose sono presenti sempre, faccio molto caso ai sogni e fantastico molto, ma sto anche molto coi piedi per terra per cui è tutto molto naturale.

L’idea di questo romanzo è nata pian piano mentre scrivevo, niente è stato fatto, e ci tengo a dirlo, per colpire il lettore. Anzi, il lettore non me ne voglia, ma non è che io lo abbia considerato molto, voglio dire che ho scritto quello che mi sentivo di scrivere. Ho scritto semplicemente quello che avevo dentro.

Ti pongo una domanda che in genere faccio a tutti, anche se credo di intuire già la risposta: cosa preferisci regalare al lettore? Spunti di riflessione o emozioni?

Il lettore è liberissimo di leggere quello che più gli piace. Se riflettesse dopo aver letto io non potrei che essere felice, ma di certo non ho scritto per insegnare nulla al lettore, né per indurlo a riflettere. Se si emozionasse, sarebbe bellissimo. Ne sarei felicissima!

Ma tu, dimmi la verità: davvero il mio romanzo ti è piaciuto?

Certo! E’ risaputo che io nel mio blog recensisco solo quello che mi piace. Mi è capitato di rifiutare di recensire qualche libro perché non mi è piaciuto. Ma proseguiamo con la prossima domanda:

chi è Annie Lou?

Domanda molto difficile! Annie Lou è un personaggio che mi ha regalato tanto, mentre cresceva, mentre veniva descritta, lei mi dava qualcosa e continua oggi a darmi tanto. Io non saprei dire esattamente da dove l’ho tirata fuori, era dentro di me, e l’ho messa lì. Dimmi, sono forse un po’ troppo lunga con le mie risposte?

Scherzi? Stai andando benissimo! Cos’è Alba Blu? Un luogo fisico, un luogo dell’anima o entrambi?

Alba blu nel libro è un luogo fisico e dell’anima,  nella vita reale Alba blu è qualsiasi posto in cui una persona ritrova sé stessa, può essere il mare, può essere il Tibet, può essere la rosticceria sotto casa, poco importa.

Grande Elisa! Da questo punto di vista la pensiamo pressappoco allo stesso modo.

Nel romanzo ci sono poche figure maschili, ma molto importanti e incisive, come il padre di Annie Lou e Ivan, che con le loro decisioni e il loro stile di vita dimostrano una sensibilità considerata anomala nel mondo maschile, e influiscono non poco nella vita e nelle decisioni di Annie Lou. Desideri forse riabilitare la figura maschile, abbattendo un po’ il luogo comune che vuole gli uomini meno sensibili e poetici delle donne?

Questa domanda mi piace proprio! Dirò poche parole, ma spero chiare. Sfatiamolo questo mito dell’uomo che non è sensibile, e della donna che ha in carico tutte le emozioni del mondo. Io sono stufa di sentire di donne che si tessono le lodi del loro saper fare un milione di cose, e di uomini che sanno solo lamentarsi. Le stesse donne poi che senza un uomo si sentirebbero perdute! E allora? Non sono d’accordo sul fatto che gli uomini non sono sensibili, io non voglio riabilitare nessuna figura maschile, perché a mio avviso non ce n’è il bisogno. Certo, gli uomini e le donne hanno sensibilità diverse, ma chi lo dice che l’uomo non è sensibile? Risulta che De André fosse un uomo per esempio, mio marito è tra le persone più poetiche che conosca, e moltissimi artisti uomini hanno regalato poesie di vario tipo inimmaginabili. Una cosa che dico sempre è che “siamo tutti miniere da scavare”. Comunque probabilmente ho conosciuto uomini particolarmente interessanti nella vita, che ne so, perché questa cosa me l’hanno fatta notare in tanti, intendo il fatto che io abbia scritto delle figure maschili così importanti.

Hai qualche altro progetto letterario per il futuro?

Non lo so. Io sono così, vivo il presente, se il presente di domani mi chiederà di scrivere un altro libro lo farò. Seguo il mio istinto.

Stai organizzando presentazioni o qualche altro evento particolare? Se sì, sei in grado di anticipare qualche data?

Non lo so ancora. Forse in maggio verrò in Veneto per fare qualche presentazione, ma non c’è ancora nulla di certo, di programmato.

Beh cara Elisa, se vieni in Veneto faccelo sapere per tempo, così avremo tutto il tempo per pubblicizzare gli eventi, e magari cercheremo anche di essere presenti, così avremo anche l’occasione di incontrarti di persona.

Ti ringrazio ancora di cuore per aver accettato di essere ospite nel mio blog, e ti auguro di cuore di proseguire nella scrittura, anche perché con questo tuo primo libro hai dimostrato di avere davvero del talento, e sarebbe un vero peccato che si perdesse tutto nel nulla.

Anche per oggi chiudiamo qui cari amici. Vi ricordo che il libro “Alba Blu” di Elisa Irene Anastasi, pubblicato dalla Enjoy edizioni può essere reperito in qualunque libreria, anche nelle principali librerie on line, ma soprattutto sul sito della casa editrice. Ciao a tutti e a presto!                               Luca.

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baby names and meanings 05/20/2014 14:46

Thanks for the review. And its clear from your review that the book is so exciting and wonderful. And from what you have said here, neither am i to put it into a particular category. And i appreciate your work very well. Done it so nicely.