Recensione di "Milano-Termoli. Racconto a più fermate" di Lucio Rizzello. Edizioni AbelBooks

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

Non nascondo che questo racconto lungo (o romanzo breve?) mi ha un po’ confuso. Non sono riuscito a capire infatti se tutto quello che accade al protagonista è un sogno oppure realtà. Al di là di questo comunque, il racconto dà al lettore molti spunti di riflessione. Scritto con un linguaggio molto semplice, ma non privo di una certa raffinatezza ed eleganza, narra la storia di Giuseppe, un giovane molisano emigrato a Milano in giovane età, che un giorno decide di tornare a Termoli e intraprende un viaggio in treno incontrando personaggi più o meno folkloristici. Tra di loro anche persone conosciute durante la sua infanzia. Alla fine non si capisce bene cosa succede, ma comunque traspaiono dalle righe di questo racconto aspetti molto importanti. Il protagonista infatti sembra non riuscire ad ambientarsi a Milano, in parte dipinta come una città che ha fatto del lavoro, della potenza economica il proprio idolo, sacrificando i rapporti umani, la solidarietà, la tolleranza e l’amicizia. Tutto questo, da quel che ho capito accadeva nel 1963, anno in cui l’Italia si avviava verso il boom economico, con il conseguente stravolgimento di tutti i valori sociali. Probabilmente poi, con gli anni, quella filosofia di vita ha coinvolto un po’ tutte le grandi città, sino a diventare lo stile attuale che si ritrova un po’ in tutto il mondo ormai. Considerazione assai triste questa.

Per le vacanze di Natale quindi Giuseppe decide di tornare a casa, e la gran parte del racconto si svolge nel treno, tra incontri divertenti, in alcuni casi imbarazzanti, contrattempi e ritardi vari.

Sicuramente la frase più bella di tutto il racconto la si trova alla fine del prologo:

“E’ il ritorno l’unico senso del viaggio”.

Infatti ad un certo punto il protagonista sembra tornare a Milano (o non essere mai partito?) ritrovando la bellezza di una vita costruita pur tra mille difficoltà, apprezzando e gustando il calore della sua attuale famiglia, riscoprendo un profondo sentimento d’amore per i suoi affetti, e abbandonando tristezze e nostalgie.

Indubbiamente questo racconto sembra una parodia della vita. Si parte, ci si allontana, e poi, si ritorna al punto di partenza.

Molte volte siamo preda di nostalgie verso luoghi, situazioni o persone del nostro passato. Pensiamo che una volta si stava meglio, c’era più amore, più solidarietà. Poi però, quando torniamo indietro, magari nei posti della nostra infanzia, scopriamo che non sono più gli stessi. Sono forse cambiati? Certamente, ma la verità è soprattutto che siamo cambiati noi, e quello che un tempo suonava caldo, luminoso e magico, ormai non fa più presa nel nostro cuore.

Ogni momento della vita va vissuto pienamente, va gustato, va amato sino in fondo. Poi non tornerà più.

                                                                                                  Luca.http://4.bp.blogspot.com/-7HLXtXnBCGE/T19MwYIww-I/AAAAAAAABWg/ygADdSPTGQA/s320/alessio-rizzello.jpg

 


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