"ZUGZWANG, MOSSA OBBLIGATA" di Ronan Bennet, Ponte alle grazie edizioni

Pubblicato il da lucafavaro.over-blog.it

http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788879288576Non so se a voi è mai capitato di entrare in libreria, di bypassare la zona dei libri più venduti e ossessivamente pubblicizzati, di scorgere un libro che, forse per la copertina, o forse per sensazioni inspiegabili, vi attira particolarmente, di acquistarlo, leggerlo e innamorarvene. Questo è ciò che è successo a me con questo libro. In genere, cerco sempre di evitare i libri vincitori dei grossi premi letterari, e soprattutto quelli strapubblicizzati con titoli dalle sfumature di vari colori, magari con fascette che recano scritte del tipo:

“Vendute ben 4 milioni di copie in America”, spacciandoli per (falsi) successi letterari. Sì, perché cosa sono 4 milioni di copie in America? La sola Los Angeles conta circa 18 milioni di abitanti, cosa sono 4 milioni in tutti gli Stati Uniti? Stiamo parlando di un paese il cui metro di misurazione va moltiplicato per un milione rispetto a quello italiano, con distanze e dimensioni assolutamente enormi rispetto alle nostre che noi fatichiamo a comprendere vivendo qui. Colui che vende 4 milioni di copie negli Stati Uniti, è paragonabile a chi ne ha vendute 100 qui in Italia, o anche meno.

A parte queste considerazioni, ho visto questo libro in una libreria del centro a Treviso. Era in uno scaffale, e la copertina mi ha attratto. Ho deciso di acquistarlo, e sinceramente ne consiglio a tutti la lettura, soprattutto agli amanti dei gialli scritti con una dose massiccia di raffinatezza e intelligenza. Forse l’unico neo di questo libro è la scarsa prensenza di sentimentalismo, o comunque dei sentimenti più puri e semplici, ma in quanto a riferimenti storici, raffinatezza nella narrazione, coinvolgimento del lettore, e sviluppo della trama, è un capolavoro.

La storia è ambientata a San Pietroburgo, nel marzo del 1914. Il protagonista è Otto Spethmann, un psicoanalista di stampo freudiano, grande amante del gioco degli scacchi, rimasto dolorosamente vedovo, amante della bella vita, delle donne e naturalmente con un affetto viscerale per sua figlia, come del resto ogni buon padre che si rispetti. Un importante direttore di un giornale viene assassinato, e la polizia decide di rivolgersi a Spethmann per la risoluzione del caso, contando sulla sua capacità di entrare nella psiche delle persone e quindi di poter comprendere e anticipare le future mosse dell’assassino. Spethmann, quale profondo conoscitore dell’animo umano e dei suoi istinti più nascosti, accetta il caso, ma ben presto si troverà nel mezzo di una situazione di spionaggio e controspionaggio, invischiato in una vera e propria ragnatela inestricabile di complotti in cui sembrano coinvolte molte persone, tra cui la sua adorata figlia. Oltre a lei, un campione di scacchi in crisi con cui Spethmann si trova a disputare una vera e propria partita a scacchi che sembra senza soluzione, e che sembra quasi guidare o fare da risonanza alla situazione delle indagini, una donna dell’alta società tormentata dagli incubi che Spethmann si trova a curare per poi scoprirla coinvolta nella situazione, un virtuoso suonatore di violino, raffinato e spendaccione, insomma Spethmann si trova nella situazione di mettere veramente a repentaglio la propria vita e quella della figlia. Si trova tuttavia talmente invischiato in quella trappola che ogni tentativo di fuga ormai si rivela inutile, e l’unica strada per uscirne sembra essere la risoluzione.

San Pietroburgo, alla soglia della rivoluzione, fa da scacchiera in questa partita, che non risparmia colpi di scena e stravolgimenti delle indagini.

E’ davvero un romanzo coinvolgente e appassionante, molto interessante perché si addentra nella psiche delle persone, nonché nella rete sociale di San Pietroburgo di quegli anni, svelandone gli intrallazzi politici e di spionaggio.

Lo stile è davvero raffinato, ma non per questo noioso, anzi, si comincia a leggere questo romanzo, e non lo si mette da parte finché non si arriva alla fine.

                                                                                                           Luca.

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